Page 258 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE:                                     258


          della caserma di fanteria. Palmanova, per la sua vicinanza alla zona di operazioni, di-
          viene subito un centro di smistamento di feriti e spesso venivano chiamate in aiuto le
          donne del paese, che non avevano alcuna preparazione. L’amore per chi soffre anima le
          nostre Sorelle prima della normativa, il regolamento si adegua solo più tardi: nel 1916,
          dal Ministero della Guerra sono richieste le Crocerossine negli ospedali da guerra; di
          fatto le sorelle vi prestavano la loro opera già da tempo e si occupavano di ogni bisogno,
          dalle sale operatorie, alle medicazioni, all’assistenza agli infettivi.
             Nel 1917 Sita Meyer Camperio si trova nell’ospedaletto da campo n° 75 a Sagrado
          (Gorizia), impegnata a soccorrere i feriti mentre il nemico bombarda con granate e
          bombe incendiarie. Ha chiesto lei stessa alla Segretaria Generale, Signora Anselmi, di
          essere inviata in quell’ospedale «che so mancare di tutto e dove non ci sono mai state
          infermiere» (dal diario di Sita Camperio Luci e ombre di eroi. Dal diario di un’infermiera).
             Le Infermiere partecipano alla guerra, ma per difendere e curare i diritti dei deboli
          e dei sofferenti. Circa 8000 crocerossine…chi è colei che le coordina? Chi le fa sentire
          forti perché unite in un unico corpo? Chi interviene per loro presso le autorità nazionali
          ed internazionali? L’Ispettrice Generale S.A.R. Duchessa Elena d’Aosta. Elena è Ispet-
          trice dal 1915 al 1921, ma già nel 1911 aveva ottenuto, nonostante l’opposizione del re e
          di Giolitti, l’imbarco di 66 Sorelle sulla nave ospedale Menfi, in servizio per soccorrere i
          feriti nella guerra di Libia. Elena fu una di quelle Infermiere Volontarie.
             Durante la Grande Guerra l’Ispettrice visita instancabilmente ospedali civili e mi-
          litari, si reca in zona di guerra e nei posti di ristoro e soccorso; lo spirito di corpo delle
          crocerossine trova in queste visite la sua massima espressione. Il diario di S.A.R. Elena
          d’Aosta, Accanto agli eroi, diario di guerra di S.A.R. la duchessa d’Aosta ispettrice generale delle
          Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana, è la testimonianza del suo sostegno alle So-
          relle in campagna.
             Ecco testimonianze tratte dal suo diario relative al settembre 1917, mentre visita gli
          ospedali di Gorizia sotto un continuo bombardamento: «all’ospedale 121, Infermiere
          Emma Fano, Gina Zanardi. Sono presso una barella arrivata ora con un moribondo. Una
          granata ha demolito una porta e una parte del muro dell’ospedale. I feriti sono nel sotto-
          suolo. Le infermiere sono calme, angeliche, serene…Ospedale 144. Infermiera Gina Fad-
          da. Anche qui una bomba, nella mattinata, ha sfondato due piani dell’ospedale. L’infermie-
          ra Fadda, abituata ai bombardamenti, è rimasta serena e impassibile, curando i feriti.» Per
          le Sorelle la visita della loro Ispettrice è fonte di consolazione e di coraggio: non sono sole,
          la Croce Rossa che hanno sul petto le rende forti e partecipi di una straordinaria missione.
             Il diario di S.A.R. Elena d’Aosta è un documento storico importante per la storia








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