Page 259 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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III Sessione: L’ASSISTENZA SANITARIA 259
della medicina, della sanità militare e delle operazioni militari durante la Grande Guerra.
Durante la guerra molte sorelle prestano la loro opera sui treni ospedale in condi-
zioni disagiate: in ogni convoglio lavoravano quattro infermiere; durante il caldo torrido
che colpì la prima estate di guerra, il personale sanitario non poteva allontanarsi dai
vagoni infuocati, spesso vuoti, fermi sotto il sole per giorni in attesa di un ordine im-
provviso di partenza.
Non è possibile, in questa sede, ricordare tutte le Sorelle che hanno mostrato corag-
gio e dedizione nel periodo bellico, mi limiterò a qualche nome nella consapevolezza
che i ricordi inevitabilmente sono selettivi e non possono riconsegnarci la vivacità pro-
fessionale ed emotiva di tutte quelle donne coraggiose.
Mi soffermo in particolare sull’opera di tre Sorelle che hanno vissuto la tragica
esperienza del campo di prigionia in palese violazione della convenzione di Ginevra
del 1906, allora vigente: Maria Andina e Maria Antonietta Clerici di Como e Concetta
Chludzinska di Venezia.
Nei giorni della ritirata di Caporetto Andina e Clerici si trovano in servizio presso
l’Ospedale n°014 di Perteole (Udine), Chludzinska è all’ospedale 019 di Gervasutta,
frazione di Udine.
Le accomuna la scelta straordinaria di rimanere ad accudire i malati dell’ospedale
non trasportabili: non avrebbero mai lasciato quei giovani senza cure, abbandonati,
molti di loro sarebbero morti prima dell’arrivo della Sanità austroungarica. Rimangono
come uniche infermiere degli ospedali in servizio e lavorano per la sanità militare del
“nemico”: il nostro inno declama “non c’è nemico per chi vuole amar” e le Sorelle cu-
rano con professionalità e dedizione ogni soldato o civile che ne abbia bisogno, ma la
sofferenza è forte e solo lo spirito di Croce Rossa l’ aiuta scoprire un uomo sofferente,
e non un nemico, nel malato che stanno accudendo.
Concetta è polacca come il padre, ma allo scoppio della guerra si trovava a Venezia
con la madre, veneziana. L’ origine polacca contribuisce a costruire su di lei un’accusa
falsa di tradimento: la Sorella viene imprigionata nella fortezza di Lubiana. L’intervento
della Croce Rossa Italiana ed Internazionale riesce, fortunatamente, a risolvere l’equivo-
co e nel Natale del 1917 viene trasferita provvisoriamente in un convento di Lubiana.
A dicembre viene sgomberato l’ospedale n°014, Andina e Clerici vengono trasferite
al campo di concentramento di Katzenau, in Austria; a Lubiana si unisce a loro Chlud-
zinska, da poco liberata dalla prigionia, ma destinata ad un’altra forma di reclusione. Il 6
gennaio giungono al campo e vi rimangono fino al maggio del 1918.
I diari scritti dalle Sorelle sono una preziosa fonte storica sulla vita del campo: Kat-
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