Page 261 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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III Sessione: L’ASSISTENZA SANITARIA 261
l’indifferenza, forse solo apparente, causata dall’abitudine (Maria Andina, La mia prigionia
in Austria).»
Nel maggio del 1918 sono liberate grazie allo scambio con cinque suore austriache
residenti in Italia, risultato della collaborazione tra la Croce Rossa Italiana e la Chiesa
cattolica austriaca.
L’intervento di S.A.R. Duchessa d’Aosta è stato determinante nella risoluzione della
questione; le Sorelle internate hanno espresso più volte il conforto ricevuto dal soste-
gno della loro Ispettrice.
Ammirevole è il contributo e il sacrificio delle In-
fermiere Volontarie per l’epidemia di spagnola, che di-
lagò nella seconda metà del 1918. 18 infermiere della
Croce Rossa Italiana morirono di spagnola in servizio,
un esempio emblematico per tutte le Sorelle che non
ebbero la paura di rischiare la vita per aiutare i malati:
Margherita Kaiser Parodi, unica donna sepolta nel sa-
crario di Redipuglia. Margherita, nata a Roma nel 1897,
allo scoppio della guerra presta la sua opera come Cro-
cerossina presso l’ospedale da campo di Cividale e, in
seguito, in altri ospedali della zona di guerra. Al termi-
ne della guerra, a Trieste, si dedica alla cura dei malati
di spagnola, lei stessa viene contagiata dalla malattia
e muore il 1° dicembre 1918. Era una giovane donna
di soli 21 anni. L’epigrafe che la ricorda dice: “A noi, tra bende, fosti di carità l’ancella;
morte tra noi ti colse, resta con noi, sorella!”.
Infermiere Volontarie oggi
Le Infermiere Volontarie della C.R.I., ausiliarie delle Forze Armate, sono presenti
anche oggi con professionalità e coraggio. Conseguono il diploma dopo aver frequen-
tato un corso di formazione di 2000 ore tra tirocinio pratico e teorico diluite in 2 anni
secondo le esigenze della volontaria aspirante Sorella
Assicurano assistenza Infermieristica e Socio Sanitaria presso le Strutture della
C.R.I. e delle Forze Armate: nelle unità sanitarie territoriali e mobili; nella difesa sani-
taria contraerea ed antigas delle popolazioni civili; nei soccorsi alle popolazioni in caso
di epidemie e pubbliche calamità; in emergenze civili e militari in patria e all’estero; in
operazioni peacekeeping; in tutte le azioni, preventive e di intervento, nel campo igieni-
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