Page 397 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA 397
Le Nazioni Unite sono partite dalla riflessione, abbastanza intuitiva, che le guerre
hanno un impatto diverso su uomini e donne e che non sempre questa consapevo-
lezza ha fatto sì che la dimensione di genere venisse considerata in maniera puntuale
in tutte le fasi del conflitto. Per questo sono intervenuti con le risoluzioni del sistema
‘Donne, pace e sicurezza’ prefiggendosi obiettivi ambiziosi: gli Stati e le organizzazioni
internazionali devono proteggere attivamente donne e bambini dalle violenze nel corso
dei conflitti armati, perseguire i crimini sessuali di guerra, introdurre la prospettiva di
genere anche nelle operazioni di mantenimento della pace, migliorare la formazione
specializzata e sostenere le iniziative di pace delle donne nelle aree di crisi. Esortano gli
Stati membri a garantire un’accresciuta partecipazione delle donne a tutti gli sforzi per
mantenere e promuovere la pace e la sicurezza, a diffondere la presenza delle donne a
tutti i livelli decisionali delle istituzioni nazionali, regionali ed internazionali e ad incenti-
vare le candidature femminili per gli incarichi di rappresentanti speciali e di inviati ONU.
In altri termini, la Risoluzione n.1325 mette in evidenza il bisogno di una piena
partecipazione delle donne, a tutti i livelli e in tutte le fasi delle crisi contemporanee:
dalla prevenzione del conflitto alla definizione delle sue soluzioni, fino alla ricostruzione
post-conflitto. È il primo documento in assoluto che menziona esplicitamente l’impatto
della guerra sulle donne ed il contributo delle stesse nella risoluzione dei conflitti per
una pace durevole. Quattro sono gli obiettivi che fissa:
• riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella prevenzione e risoluzione dei con-
flitti;
• prevedere una maggiore partecipazione nei processi di mantenimento della pace e
della sicurezza nazionale;
• adottare una “prospettiva di genere” analizzando le diverse ricadute di qualsiasi azio-
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ne condotta dalla missione militare su uomini, donne, ragazzi e ragazze;
• formare il personale militare sulla conduzione delle attività in ottica, appunto, di genere.
Il testo della risoluzione recita ‘Riconoscendo la necessità urgente di incorporare
una prospettiva di genere nelle operazioni di mantenimento della pace, e a questo ri-
guardo, tenendo conto della Dichiarazione di Windhoek e del Piano di Azione della
Namibia sull’incorporazione di una prospettiva di genere nelle operazioni multidimen-
sionali di sostegno alla pace (S/2000/693)…..[…]
Esprime la sua volontà di incorporare una prospettiva di genere nelle operazioni di
9 Per ‘prospettiva di genere ‘ si intende la capacità di affrontare ed esaminare ogni situazione dal
punto di vista sia degli uomini che delle donne, così da identificare qualunque differenza nei biso-
gni e nelle priorità, come pure nel tipo di contributo che ciascuno di essi può dare.
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