Page 398 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
P. 398

LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      398

          mantenimento della pace, e spetta al Segretario Generale di far sì che, laddove serve, le
          operazioni sul terreno includano delle componenti di genere’.
             Sulla necessità di dare un forte impulso alla Risoluzione n. 1325, la NATO sta inve-
          stendo molte energie chiedendo lo stesso impegno ai Paesi alleati. Per questo motivo ha
          anche nominato una Rappresentante speciale per le donne, la pace e la sicurezza, carica
          attualmente ricoperta dall’Ambasciatrice Marriët Schuurman.
             Nel 2012 ha adottato la Bi SC directive 40 – 1 “Integrating UNSCR 1325 and
          gender perspectives in the NATO Command Structure including measures for pro-
          tection during armed conflicts” che incoraggia le politiche nazionali di adozione della
          gender perspective definendo quest’ultima come “..uno strumento per aumentare l’ef-
          ficacia operativa riconoscendo gli specifici bisogni di una popolazione spesso trascurata
          e fornendo una appropriata risposta comprensiva, l’ambiente operativo è positivamente
          influenzato. La NATO ha perciò adottato una policy di gender mainstreaming, di integra-
          zione della prospettiva di genere ed una più appropriata protezione di donne, ragazze
          e ragazzi durante i conflitti armati. In tal modo questa Direttiva fornisce una strategia
          per riconoscere i bisogni per proteggere l’intera società; ma evidenzia prima di tutto la
          specifica preoccupazione di sicurezza, per i rischi e le esperienze di donne, bambine e
          bambini. Questa strategia dovrebbe essere utilizzate nella pianificazione, implementa-
          zione, monitoraggio e valutazione di tutte le policy e di tutti i programmi”
             Con questa direttiva ha, tra l’altro, chiesto ai Paesi membri di formare ed impiega-
          re personale militare nel ruolo di gender advisor.
             Quest’ultimo ha, tra i compiti, quello di formare i comandanti e i loro staff assi-
          curando che la gender perspective e l’applicazione della UNSCR n. 1325 del 2000 siano
          parte della pianificazione e condotta delle operazioni; di supportare le varie funzioni
          dello staff su come integrare la prospettiva di genere nei rispettivi compiti, provve-
          dendo anche a condurre ‘gender analysis’ utili ad accrescere la consapevolezza operativa
          di ciascuno.
             Tale figura professionale si presenta, quindi, sia come un consulente per le questioni
          di genere, che risponde sia alle esigenze del Comandante di avere uno specialista esperto
          nella specifica materia, sia a quelle di tutto il personale dipendente su argomenti colle-
          gati alla integrazione di genere. Ha anche il task di supportare il capo della Branca Per-
          sonale nell’aggiornamento e nel monitoraggio delle posizioni e dell’entità delle donne
          impiegate nelle operazioni NATO dal momento che, per la citata Bi SC directive 40 – 1,
          l’optimum sarebbe ‘to have both a gender balanced force, and gender bilance Teams’
             Più ampiamente, la NATO ha riconosciuto che l’attuazione della risoluzione 1325 è









   IV-sessione.indd   398                                                               05/05/16   10:33
   393   394   395   396   397   398   399   400   401   402   403