Page 401 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        401

          prima il reclutamento degli ufficiali donna tra i laureati, assicurando alla forza armata
          anche professionalità nuove come quella costituita da sociologhe, parte delle quali in-
          serite nell’Agenzia ‘Qualità della vita’ dell’Esercito italiano con il compito specifico di
          seguire e agevolare i successivi reclutamenti femminili. I primi bandi di concorso relativi
          al reclutamento nelle Accademie Militari dell’Esercito, Marina e Aeronautica furono
          pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 2000. L’adesione ai concorsi fu consistente:
          l’Accademia Militare di Modena ricevette 22.692 domande di cui il 54,91% da parte di
          donne (per 295 posti a disposizione), l’Accademia Navale di Livorno 7.444 domande,
          di cui il 57,04% da donne (per 155 posti), l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli 12.546
          domande e la percentuale delle concorrenti fu del 50,84% (per 136 posti). Nel frattem-
          po, come detto, erano già stati banditi e conclusi i primi concorsi per nomina diretta
          ad Ufficiale (per medici e psicologi, uomini e donne, già laureati). Era previsto che le
          donne fossero operative a partire da luglio 2001, dopo aver frequentato un corso di cir-
          ca otto mesi. Queste furono in assoluto le prime donne soldato in servizio permanente
          effettivo.
             Infine, venne pubblicato in Gazzetta Ufficiale anche il bando di concorso per l’ar-
          ruolamento di 800 volontari in ferma breve (tre anni) dell’Esercito (le prove di presele-
          zione furono effettuate dal 7 al 12 settembre 2000). Il concorso era aperto ad entrambi
          i sessi con il 30% dei posti riservato alle donne, diplomate e con un’età compresa tra i
          17 e i 22 anni. A sollecitare il reclutamento femminile nella truppa a partire già dal 2000,
          era stato il Presidente della Commissione Difesa della Camera, Valdo Spini, che aveva
          interessato della questione il Ministro della Difesa, Sergio Mattarella. Il Ministro aveva
          immediatamente garantito la possibilità di estendere anche alle donne gli arruolamenti
          straordinari dei volontari in ferma breve dell’Esercito anticipando di almeno dodici
          mesi l’ingresso delle donne in tale tipologia di personale, inizialmente previsto a partire
          dal 2001-2002.
             Diversi sono stati i fattori che hanno favorito questo processo, non ultimi l’evo-
          luzione della società e del quadro internazionale di impiego dello strumento militare.
          Sappiamo quanto i conflitti del ‘dopo guerra fredda’ abbiano cambiato natura al punto
          da diventare inconfrontabili con quelli del passato. Per centinaia di anni le guerre sono
          state condotte per realizzare le grandi unità statuali che conosciamo. Nei tempi recenti la
          globalizzazione ha accelerato il declino del ruolo regolatore dello Stato nelle dinamiche
          legate alle dichiarazioni e alle conduzioni delle guerre. Nessuna griglia di analisi classica,
          come quella del modello di von Clausewitz, per intenderci, ci aiuta a leggere le nuove
          realtà dei conflitti. La novità delle guerre attuali sta nell’originalità degli scopi, nei me-









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