Page 399 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA 399
una necessità perché, riconosce che ‘Nelle guerre odierne è più pericoloso essere donna
che soldato’. 10
Il già citato Rapporto Annuale 2015 del Segretario Generale dell’Alleanza apre il
capitolo ‘Cooperative Security: Women, Peace and Security’ con queste parole: ‘La Nato e i
suoi partner operano insieme per promuovere il ruolo delle donne nei processi di pace
e per la sicurezza. É parte del loro compito supportare l’implementazione delle Risolu-
zioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1325 e collegate. Queste risoluzioni
riconoscono lo sproporzionato impatto che guerra e conflitti hanno sulle donne e sui
bambini ed evidenziano la storica esclusione delle donne dai processi di pace e di sta-
bilizzazione. Esse richiamano ad una piena ed uguale partecipazione delle donne nella
prevenzione dei conflitti, nella costruzione della pace e nella ricostruzione post – con-
flitto. Richiamano anche alla prevenzione e alla rendicontazione puntuale delle violenza
sessuale per porre fine ai casi di violenza sessuale in conflitto’.
Il capitolo continua evidenziando che il ‘gender’ è un importante focus della coo-
perazione della NATO con le altre organizzazioni internazionali, in particolare con
l’ONU e con la società civile e che, all’interno delle proprie organizzazione e struttu-
re, stanno avviando azioni per promuovere l’uguaglianza di genere e la partecipazione
delle donne.
Tra le varie azioni condotte a questo scopo l’Alleanza ha adottato la direttiva ‘Integra-
ting UNSCR 1325 and gender perspectives in the NATO Command Structure including measures
for protection during armed conflicts’ volta ad evidenziare l’importanza dell’adozione della
11
prospettiva di genere e ad incoraggiare le politiche nazionali di gender mainstreaming ,
di protezione delle donne nei conflitti armati e l’istituzione della figura del gender advi-
10 Citazione di Patrick Cammaert, Comandante della missione di peacekeeping nella Repubblica
Democratica del Congo (2008).
11 Il gender mainstreaming è definito dalle NU come “il processo attraverso cui sono valutate tutte le
implicazioni per le donne e per gli uomini di ogni azione progettata, in tutti i campi e a tutti i
livelli, compresa l’attività legislativa, politica e di programmazione. È una strategia volta a rendere
le preoccupazioni e le esperienze sia delle donne che degli uomini una dimensione integrale della
progettazione, dell’attuazione, del monitoraggio e della valutazione delle politiche e dei program-
mi in tutte le sfere politiche, economiche e sociali, cosicché donne e uomini ne possano trarre
gli stessi vantaggi e non si perpetui la disuguaglianza. L’obiettivo è il raggiungimento della parità
di genere” (Consiglio economico e sociale, Agreed conclusions 1997/2, UN doc. A/52/3, Ca-
pitolo IV, par.4). L’importanza della strategia di gender mainstreaming è stata ribadita dalla Quarta
Conferenza mondiale sulle donne di Pechino (1995), dall’Assemblea Generale nel corso della sua
23° Sessione speciale “Donne 2000. Uguaglianza di genere, sviluppo e pace per il 21° secolo”
(nota come Pechino +5, giugno 2000) e dall’ECOSOC nella Risoluzione 2006/36 del luglio 2006.
(Fonte:http://unipd-centrodirittiumani.it/it/spilli/I-concetti-di-Womens-Empowerment-e-Gen-
der-Mainstreaming/9).
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