Page 470 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      470


          libere, portano delle vesti e delle acconciature per le quali, qualche mese fa, esse avrebbero urlato
          allo scandalo.”.
             Al di là delle osservazioni di costume, e dei commenti sui mutamenti nei rap-
          porti tra uomo e donna, è però evidente che nell’Italia in guerra, come nelle altre
          nazioni in lotta, esiste una cinghia di trasmissione tra mondo maschile e mondo fem-
          minile fatta di numerosi ingranaggi attraverso i quali è spesso il secondo a mettere in
          moto il primo. Questo è vero anche in aspetti più tradizionali del rapporto, perché
          sono le donne ad assumersi spesso l’onere di gestire la famiglia in assenza dei mariti
          e dei padri, e sono ancora le donne, attraverso lo strumento principe della corrispon-
          denza, ad incidere sull’umore e sulla determinazione dei soldati al fronte, come dimo-
          stra implicitamente lo sviluppo assunto nel corso del conflitto da un nuovo apparato
          della burocrazia statale, quello della censura. È in questo contesto che si inserisce an-
          che la figura della “madrina di guerra” la cui importanza non è mai stata forse messa
          a sufficienza in rilievo. Eppure in chi abbia prestato servizio in località disagiate negli
          anni in cui non esistevano gli strumenti di comunicazione di oggi e tutto si riduceva
          alla lettera ed al telefono a gettoni, o in quegli stessi anni abbia frequentato gli istituti
          di formazione, è ben vivo il ricordo del momento della distribuzione della posta e del-
          le emozioni che suscitava il ricevere una busta, spesso colorata, sulla quale l’indirizzo
          era scritto da una mano femminile, in molti casi quella di una vecchia compagna di
          classe oggetto di una simpatia non confessata. Tutto questo succedeva in un contesto
          sicuro, dove non era in gioco la vita, si può allora immaginare quanto più forti queste
          sensazioni dovessero essere in trincea, o negli accantonamenti di pianura nei periodi
          di riposo. Anche la “madrina di guerra” era dunque una componente non secondaria
          di quel meccanismo di trasmissione tra mondo femminile e mondo maschile che è
          stato così importante nello scenario della Grande Guerra.




























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