Page 472 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 472
denaro …sottoscrivi, nell’attenzione a quel che il militare potrebbe divulgare attenzione
il nemico ti ascolta….
Ecco la rappresentazione della donna che invita ad arruolarsi magari con atteggia-
mento diciamo ‘simpatico’, un po’ discinta, da ‘riposo del guerriero’: forse è proprio
in queste rappresentazioni iconografiche che meglio si coglie lo spirito del tempo
verso la donna, anche se questa iniziava a farsi avanti con decisione e intelligenza,
soprattutto nel quadro della borghesia ottocentesca. Nelle classi più elevate e nell’a-
ristocrazia, a causa del nome o del censo, comunque la donna poteva godere di una
maggiore, anche se controllata, libertà.
La Grande Guerra, dunque, pur nella sua crudeltà, ha ‘sdoganato’ la presenza del-
le donne nel ruolo pubblico, che rimane però sempre molto maschile. Le ha comun-
que imposte intellettualmente nella discussione sull’interventismo, come la Sarfatti
e la Balabanoff, che avranno molto seguito dopo la guerra, pur nella stretta morale
fascista che vedrà la donna ancora principalmente moglie e madre, salvo alcune ecce-
zioni che confermavano la regola.
Durante il conflitto saltano anche alcune regole importanti della società corrente
e si afferma il concetto di una maternità accettata anche fuori del matrimonio, per-
ché si deve sopravvivere alla crudeltà di un periodo che coinvolge moltissimo, per la
prima volta così globalmente rispetto a guerre precedenti, anche le popolazioni civili,
mietendo morti soprattutto fra i giovani uomini. Questa accettazione apre indubbia-
mente nuovi spiragli di libertà per il genere femminile. Ci penserà poi il fascismo a
ripristinare alcune regole di una morale borghese, ma ormai i primi passi sono stati
fatti e non si torna quasi mai totalmente indietro.
C’è però un altro elemento importante, anche se nel presente convegno non se
ne è fatto cenno, che denota il cambiamento che sta avvenendo nella società rispetto
alla posizione femminile. Non c’è dubbio che il Novecento porta alla donna grandi
novità, sia prima sia dopo il primo conflitto mondiale, che si sostanziano anche nei
cambiamenti importanti della moda femminile. Si può a buon diritto considerare l’ab-
bigliamento un vero ‘manifesto della vita sociale’.
I mutamenti erano iniziati già pochissimi anni prima del conflitto quando ad
esempio, Sonia Delaunay nel 1913 inizia a creare abiti detti ‘simultanei’, che sono
colorati ma soprattutto sono adatti a una donna che inizia a essere dinamica, che si
dedica alla vita all’aria aperta e allo sport, anche a quelli prima privilegio degli uomi-
ni. Negli strati sociali alti, signore e signorine guidano anche le prime autovetture in
circolazione, soprattutto quando gli autisti vengono sottratti alla vita civile per arruo-
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