Page 467 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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ConClusioni                                                                467

          Conclusioni



          Gen. Isp. Basilio Di Martino
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                ella primavera del 1911 una ragazza milanese di buona famiglia, Rosina Ferra-
          N rio, che già da qualche tempo lavora come segretaria presso la concessionaria
          della Cadillac, inizia a frequentare la scuola di pilotaggio attivata nella piazza d’armi
          di Baggio, pagandosi le lezioni di volo con il suo stipendio. Il lavoro, l’indipendenza
          economica e il desiderio di vivere da protagonista le trasformazioni che investono
          l’Europa all’inizio del Novecento fanno di Rosina un tipo di donna che rompe gli
          schemi tradizionali e si affaccia alla modernità, decisa ad inseguire fino in fondo il
          suo sogno. Quando la scuola di Baggio chiude a causa di difficoltà economiche ed
          organizzative non si perde quindi d’animo e passa al campo di Taliedo, fuori Porta
          Vittoria, dove inizia ad effettuare i primi esercizi di rullaggio. La sua scelta la porta
          ad avere un’improvvisa notorietà in un’epoca in cui tutto quello che ha a che fare
          con l’aviazione attira l’attenzione del grosso pubblico, ma il percorso non è facile, il
          momento del primo volo tarda ad arrivare, anche perché a Taliedo non ci sono mac-
          chine a doppio comando, ed il sogno sembra svanire quando, con il trasferimento
          su quel campo della VI Squadriglia Aeroplani, anche questa scuola cessa l’attività.
          Rosina allora nel luglio del 1912 si iscrive alla scuola di volo di Vizzola Ticino, or-
          ganizzata dall’ingegnere trentino Gianni Caproni, giovane e dinamico protagonista
          del mondo aeronautico italiano, all’epoca impegnato nella realizzazione di velivoli
          monoplano sempre più perfezionati. Con lei si iscrive anche una ragazza di Tortona,
          Ester Mietta, ma è Rosina Ferrario a bruciare le tappe, sospinta dall’atmosfera stessa
          che si respira sul campo di Vizzola Ticino, ed il 3 gennaio 1913, prima donna in Italia
          ed ottava al mondo, arriva a conseguire il brevetto di pilota volando proprio con uno
          dei monoplani di Caproni. Nel corso dell’anno il suo percorso è simile a quello dei
          colleghi maschi, con la partecipazione alle manifestazioni aviatorie che si susseguono
          sempre più numerose con il diffondersi dell’interesse per il volo e con il progressivo
          perfezionamento dei mezzi. Dal 22 al 27 aprile partecipa così al meeting di Napoli, il
          26 settembre, nel quadro di una manifestazione sportiva che include gare motocicli-
          stiche e di tiro, vola da Bergamo a Milano sfidando la nebbia, il 9 ottobre partecipa



          1   Direttore della Direzione Informatica, Telematica e Tecnologie Avanzate.







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