Page 117 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari                                         115




              vasto di quello legato alla sola memoria degli scomparsi vale ricordare che, in pa-
              rallelo e sulla scia della l. 778/1922 che aveva sancito in via ufficiale la tutela delle
              bellezze naturali e degli immobili di valore storico da parte dello Stato italiano –
              anche  a  seguito  delle  devastazioni  verificatesi  durante  il  conflitto  –  il  r.d.l.
              1386/1922 aveva intanto dichiarato il valore monumentale di alcune tra le zone
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              più significative della guerra trascorsa. Consacrato il 24 maggio 1923, il Cimitero
              degli invitti fu dismesso nel 1938 perché sostituito dal Sacrario di Redipuglia, sul-
              l’altura vicina. Progettato a sua volta dall’architetto Giovanni Greppi e dallo scul-
              tore Achille Castiglioni, questo era – ed è sempre adesso – di tutt’altra concretezza
              costruita.
                 Perché insieme alle lapidi, alle steli e agli infiniti monumenti ai caduti della
              Grande guerra (che da allora a seguire costellarono – e costellano ancora oggi –
              quasi tutti i Comuni italiani grandi e piccoli, i loro quartieri e perfino le loro fra-
              zioni, nel Settentrione come nel Meridione del Paese), questo monumento e il
              precedente furono creati, a partire proprio dal 1919, per tramandare fino a un
              tempo assai lontano il rispetto profondo per il sacrificio immane di tutta l’Italia
              appena compiuto.



                 guerra. Commento alla legge 7 marzo 2001, n. 78. Gaspari, Udine 2001. Per quanto realizzato a se-
                 guito di ciò, vedi BERNINI, R. (a cura di), Il patrimonio storico della Prima guerra mondiale. Progetti
                 di tutela e valorizzazione a 14 anni dalla legge del 2001. Gangemi Editore, Roma 2015. Una biblio-
                 grafia completa sul tema in questa sede è improponibile, considerata la miriade di iniziative
                 in merito verificatesi anche solo nel nostro Paese tra il 2015 e il 2018. Su tutto l’argomento
                 sono sempre fondamentali MOSSE, G. L., Le guerre mondiali dalla tragedia al mito dei caduti,
                 (1990). Laterza, Roma-Bari 2002, e WINTER, J., Il lutto e la memoria. La Grande guerra nella
                 storia culturale europea, (1995). Il Mulino, Bologna 1998; BECKER, A., Il culto dei morti tra memoria
                 e oblio, in AUDOIN-ROUZEAU, S., BECKER, J. J. (a cura di), La Prima guerra mondiale, (2004).
                 Ed. it. a cura di A. GIBELLI, Einaudi, Torino 2014. 2 vol. II, p. 483-497. Sullo specifico caso
                 dell’Italia, vedi VIDOTTO, V. et al. (a cura di), La memoria perduta: i monumenti ai caduti della
                 Grande Guerra a Roma e nel Lazio. Nuova Argos, Roma 1998; CRITELLI, M. P. et al. (a cura
                 di), Non omnis moriar – Non morirò del tutto. La memoria dei caduti nella grande guerra. Catalogo della
                 mostra (Roma, 4 novembre 2003 – 18 aprile 2004). Ministero per i beni e le attività culturali,
                 2003; MONDINI, M., Andare per luoghi della Grande guerra. Il Mulino, Bologna 2015, p. 109-
                 125. Sulle correlate architetture, vedi GIUFFRÈ, M. et al. (a cura di), L’architettura della memoria
                 in Italia. Cimiteri, monumenti e città 1750-1939. Skira, Milano 2007; PEZZI, A. G., TOMAS-
                 SETTI, P. L., Il recupero della memoria: parchi e viali della Rimembranza. Primi esiti di una ricerca in
                 Abruzzo, in «ArcHistoR», (I) 2014, 1, p. 180-205; PEZZI, A. et al., Parchi, viali e monumenti della
                 Grande guerra. Una ricerca in Abruzzo, in Al di là delle trincee op. cit., p. 365-375.
              34  L. 11 giugno 1922, n. 778 «per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare
                 interesse storico»; r.d.l. 29 ottobre 1922, n. 1386, «che dichiara monumenti alcune zone fra le
                 più cospicue per fasti di gloria del teatro di guerra 1915-1918».
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