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110          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              anche altro. Sempre in apertura dicevo che il cosiddetto impiego Dual Use delle
              Forze Armate non è un’invenzione di oggi. Infatti, già nel primo ventennio del
              Novecento, il lavoro di Esercito e Marina, anche in funzione della difesa interna
              del Paese da calamità naturali o d’origine antropica e dai relativi esiti spesso disa-
              strosi per la popolazione e per la sicurezza interna dello Stato più generale, era
              una consuetudine importante che nel 1919 era già stata messa alla prova da lunga
              data. A partire dall’inizio del XX secolo Marina ed Esercito intervennero, infatti,
              in maniera importante in alcune tra le più significative delle 34 calamità naturali
              d’origine sismica verificatesi tra il 1900 e il 1920, per concorrere al ripristino delle
              normali condizioni di vita della popolazione. Tra tutti questi eventi, quelli sen-
              z’altro più disastrosi e dove fu fondamentale il concorso delle Forze Armate fu-
              rono quelli in Calabria centrale l’8 settembre 1905 (magnitudo momento 6.95;
              intensità massima 10-11 MCS; 895 centri abitati coinvolti) e sullo Stretto di Mes-
              sina il 28 dicembre 1908 (magnitudo momento 7.10; intensità massima 11 MCS;
              772 centri abitati coinvolti), quello sugli Appennini toscani ed emiliani tra Parma
              e Siena del 27 ottobre 1914 (magnitudo momento 5.63; intensità massima 7; 660
              centri abitati coinvolti), quello della Marsica il 13 gennaio 1915, appena prima
              dell’entrata in guerra il maggio successivo (magnitudo momento 7.8; intensità
              massima 11 MCS; 1041 centri abitati coinvolti), i due lungo la costa tra Ravenna
              e Ancona, rispettivamente del 17 maggio 1916 (magnitudo momento 5.82; in-
              tensità massima 8 MCS; 132 centri abitati coinvolti) e del 16 agosto 1916 (ma-
              gnitudo momento 5.82; intensità massima 8; 257 centri abitati coinvolti), quello
              del 29 giugno 1919 nel Mugello (magnitudo momento 6.38; intensità massima
              10; 565 centri abitati coinvolti) e infine quello del 7 settembre 1920 in Garfagnana
              (magnitudo momento 6.53; intensità massima 10; 750 centri abitati coinvolti). 25



                 stituzione della ricchezza nazionale e della piena efficienza produttiva dei territori già invasi
                 dal nemico o costituenti zona delle operazioni militari. Fu soppresso con r.d. 25 febbraio
                 1923, n. 391, e il relativo archivio è oggi a Roma, all’Archivio Centrale dello Stato.
              25  Tutti gli eventi sismici in questione sono i seguenti: 1900, Asolano; 1901, Garda occidentale;
                 1901, Sabina; 1902, Alpi Retiche; 1903, Lunigiana; 1904, Marsica; 1904, Pistoiese; 1905, Alta
                 Savoia e Piemonte; 1905, Calabria centrale; 1905, Irpinia; 1908, Carnia; 1908, Stretto di Mes-
                 sina; 1909, Crete Senesi; 1909, Emilia Romagna orientale; 1909, Stretto di Messina; 1910, Ir-
                 pinia Basilicata; 1911, Etna; 1911, Forlivese; 1913, Calabria settentrionale; 1913, Molise; 1914,
                 Etna; 1914, Lucchesia; 1915, Marsica; 1916, Alto reatino; 1916, Rimini (due eventi distinti
                 successivi); 1917, Alta Val Tiberina; 1917, Ternano; 1918, Appennino Forlivese; 1919, Anzio;
                 1919, Mugello; 1919, Val di Paglia; 1920, Etna; 1920, Garfagnana. Per ognuno di questi e per
                 i relativi importanti danneggiamenti locali, insieme alla correlata bibliografia, oggi vedi RO-
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