Page 109 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari                                         107




              oltre che di tutte quelle italiane tra Venezia e Otranto – fu rivolta comunque un’at-
              tenzione specifica, visto che in quelle acque si era combattuto con intensità, so-
              prattutto entro un ambito spaziale assai più ristretto del resto del Mediterraneo
              e ai fini del nostro discorso, producendo una quantità molto maggiore che altrove
              di ordigni e di relitti da mettere in sicurezza. Ad ampliare, forse, il ruolo e le com-
              petenze dell’intero Paese in ambito internazionale dopo il cessate il fuoco, la Regia
              Marina fu poi inviata a dragare anche i campi di mine predisposti a suo tempo da
              tutti i belligeranti nel Mediterraneo orientale, lungo le coste dell’Asia minore e
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              del Mar Nero. Infine, esistono notizie dell’impiego di naviglio italiano sempre
              come dragamine in Mar Baltico, dove la Regia Marina italiana ebbe il ruolo, tra le
              altre cose, di monitorare i locali fenomeni di insurrezione derivati dalla rivoluzione
              bolscevica del 1917 nella Russia zarista, costanti dal termine delle ostilità nei paesi
              limitrofi a quest’ultima. 17
                 La carta d’Italia con la disposizione d’insieme delle principali basi aeree della
              Forza Armata alla fine del conflitto – a suo tempo allegata alla Cronistoria docu-
              mentata della guerra italo austriaca 1915-1918 edita dall’Ufficio Storico della Regia
              Marina – introduce un’altra questione rilevante per le Forze Armate dell’Italia
              dell’immediato dopoguerra: quella dell’aviazione navale, che va esaminata in pa-
              rallelo a quella dello sviluppo, più nell’insieme, delle comunicazioni del Paese (te-
              lefoniche, telegrafiche, per mare e per aria), che la Marina stessa affrontò in
              maniera importante proprio dal 1919 a seguire. Si trattava di implementare e
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              soprattutto di stabilizzare quanto realizzato fino ad allora durante il conflitto con
              l’urgenza delle operazioni. In tempo di pace era il momento di consolidare un
              modo totalmente nuovo di condurre la guerra per mare e, insieme, anche di go-
              vernare la pace stessa sempre in mare. Nella visione del suo capo di Stato Mag-
              giore, l’ammiraglio Paolo Thaon di Revel, tutto questo doveva essere svolto
              proprio col supporto di una componente aerea importante che avesse un ruolo
              integrato con le due componenti fondamentali della flotta, quella pesante da bat-
              taglia e quella più leggera, sia dei centri di comando e controllo e delle correlate
              installazioni terrestri. A sottolineare la rilevanza di tutto il tema della stabilizza-


              16  AUSMM, RB, Dragaggio porti in Mediterraneo: Libia e Asia Minore, b. 1428 1433, 1434e.
              17  AUSMM, RB, Rapporti di missione della R.N. Libia nel Portogallo e missione propaganda antisovversiva
                 nel Baltico, settembre 1919, b. 1373 9; idem, Dragaggio coste e porti in Mar Baltico, 1919, b. 1456 9.
              18  Ivi, Aeroscali e stazioni del servizio aeronautico della Marina alla fine della guerra, 1918, coll. 1, fasc.
                 7.
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