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102 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Fig. 1 – Le fronti di Guerra, gennaio 1916 (da W.S. Churchill, La crisi mondiale 1916-1918, III.1, Livorno 1939
[trad. it. di Id., World Crisis 1916-1918, III.1, London 1927], tav. tra le pp. 70-71)
più nota e frutto della cultura storiografica della guerra fredda (appunto, Trentino,
Friuli, Veneto e nord Adriatico), sia – insieme – anche tutti gli altri luoghi per
mare e per terra dove gli italiani agirono a causa della Grande Guerra e non solo
tra 1914 e 1918, ma anche nel 1919 e dopo.
Il tema è spostare l’attenzione storiografica da solo ciò che oggi è comune-
mente definito come bene culturale di natura architettonica (chiese e palazzi sto-
rici, centri antichi e brani di paesaggi più o meno antropizzati) a tutt’altro. Nel
1907, la legge n. 386 aveva demandato, per la prima volta nella storia del Regno,
la tutela e il restauro dei beni in questione a soprintendenze locali dipendenti dal
a riguardo per il periodo 1919-1922 è ancora tutta da compiere. Per la legiferazione del periodo
precedente, vedi La legislazione italiana durante la guerra nazionale. Indice per materie ed indice alfabetico
dei provvedimenti pubblicati dal 20 maggio 1915 al 20 maggio 1917, con un supplemento ed un elenco delle
correzioni. Stabilimento tipografico Maj & Malnati, Varese 1918.

