Page 108 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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106          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              modo molto importante dopo il 1917, le derrate alimentari e alcuni particolari
              prodotti industriali provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, attraversato l’Atlan-
              tico e oltrepassato lo stretto di Gibilterra, erano state scaricate e raccolte per la
              maggior parte in questi due luoghi, lontani dal fronte terrestre e quindi nodi di
              scambio logistico sicuri. Dal 1919 in poi tale piano fu ripreso e integrato con una
              serie di provvedimenti volti a riorganizzare anche le basi navali e i porti in prece-
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              denza interessati dalle operazioni. Premesso ciò, il discorso può essere ancora
              più ampio, visto che di nuovo la medesima carta geografica utilizzata da Churchill
              è utile anche per dare conto di quanto eseguito sempre dalla Marina, ma in luoghi
              anche molto lontani dall’Adriatico. Come già l’Esercito per i vari fronti terrestri
              in Italia e fuori, anche quest’ultima – con numeri d’insieme radicalmente diversi
              dalla Forza Armata terrestre (in un anno la sua forza diminuì di un quarto, da
              44.000 circa a 33.000 unità di personale) – si occupò della riapertura di linee di
              comunicazione varie, per quanto di sua competenza, per il ripristino delle condi-
              zioni di vita del tempo di pace nell’ambito marittimo e costiero d’insieme della
              Penisola. Tra i grandi problemi affrontati nel 1919 e a seguire, la necessità di li-
              berare e rendere sicure le rotte della navigazione commerciale nel Mediterraneo
              e altrove fu senz’altro alla base di uno degli incarichi fondamentali che le furono
              attribuiti. Questo fu il motivo che portò la Regia Marina al dragaggio sistematico
              delle coste di tutta l’Italia, non soltanto dell’Adriatico, visto che i campi minati
              predisposti dal 1914 in poi avevano interessato l’intero perimetro costiero nazio-
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              nale. In tale contesto, al dragaggio dell’Adriatico inteso quasi come uno specchio
              d’acqua chiuso – quindi, anche a quello delle coste di Istria, Dalmazia e Albania


                 op. cit., p. 197-212.
              14  AUSMM, RB, Riorganizzazione basi Napoli e Spezia, arsenale Venezia, 1919 b. 13769; idem, Lavori
                 ad Ancona, Brindisi, Venezia, Porto Corsini, 1919, b. 1407 9; idem, Ipotesi di vendita arsenali Venezia
                 e Napoli, 1921 b. 1568; idem, Base navale Napoli, progetti sistemazione porto, 1922, 1m2 b. 1674.
              15  I campi minati al momento dell’armistizio, 4 novembre 1918 (da Cronistoria documentata
                 della guerra marittima italo austriaca 1915-1918. Ufficio del Capo di Stato Maggiore della Ma-
                 rina, Ufficio Storico, Roma 1919-1933; edizione digitale MONTECALVO, M. (a cura di), Uf-
                 ficio Storico della Marina Militare, Roma 2015. 28 vol., coll. 1, fasc. 4. Per un avvicinamento
                 a questo tema, vedi in AUSMM, RB, Dragaggio coste e porti nazionali Adriatico: Albania, Dalmazia,
                 Cattaro, Pelagosa, b. 1423 a; idem, Istria, 1918, b. 13.648; idem, Dragaggio in generale, 1919; ibidem,
                 b. 1481, 1482 Rapporti di dragaggio, anche in Adriatico, 1919, b. 1463, 1464 9m9; idem, Campi minati
                 germanici in Mediterraneo e Mar Nero, b. 1458 o; ivi, Dragaggio di dettaglio coste adriatiche e tirreniche,
                 1920, b. 1515, 15160; idem, Continuazione dragaggio Tirreno e Adriatico, 1920 e 1921, b. 1524-1528,
                 1578 e 1579 1.
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