Page 107 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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I Sessione - Aspetti militari                                         105




                 Sempre a proposito di quanto accaduto tra il 1919 e il 1920 nei vari teatri ter-
              restri della guerra (nazionali o meno), a Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia
              Forestale fu demandato il mantenimento dell’ordine pubblico e altro ancora. Le
              ultime due in particolare furono deputate al censimento dei danni subiti dal pa-
              trimonio boschivo e, più in generale, naturale (vero e proprio Battle Damage As-
              sessment di allora) e a sovraintendere a tutto ciò che, sempre dal 1919 a seguire, fu
              un’imponente opera di ripopolamento boschivo messa in atto dal Governo cen-
              trale tra Veneto e Friuli. Col tempo anch’essa transitò sotto il controllo delle am-
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              ministrazioni civili locali. In apertura del congresso è stato ricordata la questione
              della posizione e del ruolo degli Arditi appena dopo l’armistizio. Perfino dai già
              citati archivi dell’Arma del Genio emergono tracce sicure in merito, così come
              sui compiti propri dei Carabinieri nella sorveglianza più generale del territorio.
              Perché nel Corpo d’Armata d’assalto come nei vari reparti collegati, nel primo
              dopoguerra, gli Arditi non li si riesce a dominare, sia per la questione fiumana in
              corso di svolgimento, sia – in realtà – per il naturale libero spirito d’iniziativa
              insito nella cultura e nella formazione di quella specialità, non ancora metaboliz-
              zato completamente dalla cultura militare italiana di allora. In parallelo, i Reali
              Carabinieri furono impegnati anche nella sorveglianza di quanto accadeva nelle
              basi navali dove erano frequenti gli incendi d’origine dolosa. 12
                 In parallelo a tutto ciò, la medesima carta geografica di Winston Churchill del
              1927 è utile per comprendere anche l’insieme del lavoro svolto nel periodo da
              parte dalla Regia Marina (fig. 1). Per quanto riguarda la riorganizzazione dell’intero
              Paese in corrispondenza dei fronti marittimi nel loro insieme, finito il conflitto
              vero e proprio, per prima cosa, fu avviato nuovamente il piano generale dei porti
              del Regno iniziato a partire dall’emanazione della legge n. 542/1907. Tra il 1914
              e il 1918 esso era stato eseguito solo limitatamente ai porti affacciati sull’Adriatico,
              oltre che per una minima parte anche per Palermo e Genova nel Tirreno. In
                                                                                    13

              11  ZADRA, C., Paesaggi di Guerra. Il Trentino alla fine della Prima guerra mondiale. Museo storico ita-
                 liano della Guerra, Rovereto 2010.
              12  ISCAG, Guerra 1915-1918, Trasferimento a Roma del Comando Supremo e del Comando generale tele-
                 grafici. Carabinieri per servizi di vigilanza e polizia. Danni prodotti dagli Arditi, 1919, b. 309 i; Ufficio
                 Storico della Marina Militare, Archivio documentale, fondo Raccolta di Base (d’ora in poi
                 solo AUSMM, RB), Incendi nei porti: sorveglianza dei Carabinieri negli arsenali, 1919, b. 1470 9.
              13  L. 14 luglio 1907, n. 542 «che autorizza la esecuzione di nuove opere marittime», G.U. 9 luglio
                 1907, n. 179. Sull’argomento, vedi MANFREDI, C. V., Infrastrutture in mare. Interventi di trasfor-
                 mazione di porti, approdi e linee navigabili nel Regno d’Italia durante il conflitto, in Al di là delle trincee
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