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204 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Trieste 3605, quella di Genova 3608 e quella di Firenze 2657. Le legioni di Pa-
lermo e Caserta ne annoveravano rispettivamente 3885 e 5582, di cui 2960 allievi
nel centro campano. Gli ufficiali, esclusi i generali, erano 918, compresi quelli del
ruolo sanitario e contabile, ed erano così suddivisi per grado: 9 colonnelli, 26 te-
nenti colonnelli, 68 maggiori, 254 capitani, 415 tenenti e 153 sottotenenti, diversi
dei quali usciti dagli appositi corsi presso la Scuola Ufficiali di Roma. I marescialli
erano 1517, i brigadieri e vicebrigadieri 3324, gli appuntati 4253, le guardie 28.468
e gli allievi 3240. 9
Questa era quindi la forza del Corpo al momento della marcia su Roma, che
nella capitale (nei giorni della nomina di Mussolini a presidente del Consiglio)
venne agevolata dalla Regia Guardia con la protezione della “colonna Bottai”
nell’attraversamento del quartiere di San Lorenzo e con l’intervento di reparti a
cavallo e di autoblindo al Trionfale. 10
Nonostante tutto questo, però, la Regia Guardia era pur sempre considerata
“la polizia di Nitti” e in quel momento si trovò a essere il classico vaso di coccio
tra i due vasi di ferro del Regio Esercito, e in particolare dell’Arma dei Carabinieri
e degli squadristi, che forse in quel momento Mussolini intendeva istituzionaliz-
zare, inquadrandoli come Forza di Polizia, anche se poi la Milizia ebbe una diversa
evoluzione.
In una lettera Riservata-Personale del 14 novembre così scriveva Mussolini al ge-
nerale Giardino, da sempre ostile al Corpo: «È necessario fare un’inchiesta sul
personale Ufficiali e sul funzionamento della Regia Guardia per la Pubblica Si-
curezza. Mi sono giunte voci e anche rapporti che segnalerebbero indelicatezze,
mancanze disciplinari, conventicole, inframettenze che colpirebbero anche Uffi-
ciali Generali del Corpo. Lo stesso Comandante Generale S. E. De Albertis ha
del resto invocato l’inchiesta. Affido a V. E. il delicato incarico. Ella potrà richie-
dere l’ausilio di tutto il personale e materiale che ritenesse occorrere e vorrà com-
piacersi comunicarmi in quale giorno riterrà di iniziare l’inchiesta». Il 19 il generale
Giardino rispondeva: «Ho ricevuto la lettera di V. E: per l’inchiesta su Corpo della
Regia Guardia. Inizio oggi stesso il lavoro interrogando S. E. il Generale De Al-
bertis».
In poco più di una settimana il generale Giardino traeva le sue prime conclu-
9 ACS, Ministero delle Armi e delle Munizioni, Commissione Suprema di Difesa, Commissione
d’Inchiesta sulla Guardia Regia presieduta dal gen. Dall’Oglio.
10 MAJANLAHTI, A., OSTI GUERRAZI, A., Roma divisa 1919-1925. Itinerari, storie, immagini.
Il Saggiatore, Milano 2014.

