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200 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
bienti politici e parlamentari. E anche
questo contribuirà a motivare, nel di-
cembre del ’22, lo scioglimento del
Corpo. 5
Il reclutamento degli ufficiali venne
facilitato da migliori stipendi e da pos-
sibilità di carriera, esigenza questa par-
ticolarmente avvertita in un momento
in cui, a causa della guerra, si era veri-
ficato un intasamento dei quadri. Gli
ufficiali generali e quelli superiori pro-
venivano quasi tutti dai Carabinieri e
dalle altre Armi dell’Esercito; tra i ca-
pitani e, soprattutto, tra i subalterni
prevalevano i reduci della recente
guerra provenienti dalle file dell’Eser-
cito e, in parte, dei Carabinieri; erano
invece in minor numero gli ex coman-
danti delle Guardie di Città.
(1) Fregio di berretto; (2) Mostrine della giubba; Marescialli, sottufficiali, guardie e
(3) Spallina dell’uniforme nera allievi (il cui numero complessivo era
stato originariamente fissato in 25.000) provenivano dai Carabinieri circa 7000,
dalle Guardie di Città circa 4000, dalla Regia Guardia di Finanza circa 3000, tutti
attirati dalle migliori paghe, e dai reduci di guerra e dalle nuove reclute per i re-
stanti 11.000. Per queste ultime categorie era così offerta un’occupazione ai tanti
disoccupati – reduci e non – specialmente dell’Italia Meridionale, tradizionale ser-
batoio di reclutamento delle Forze di Polizia, specie in un momento in cui al
Nord il socialismo massimalista allora dominante rendeva privi di attrattive gli
arruolamenti dei giovani delle classi popolari nelle Forze dell’Ordine.
Questo particolare tipo di reclutamento determinò un’immediata ostilità nei
confronti della Regia Guardia, ostilità che gli elementi socialisti più accorti cerca-
rono di mitigare vedendo nella Guardia un proletario in divisa, costretto ad ar-
ruolarsi per il bisogno e che occorreva “illuminare” e attrarre piuttosto che
attaccare.
5 ACS, Presidenza del Consiglio dei Ministri 1934-36, 12.6 f5339. Inchiesta parlamentare sulla Regia
Guardia condotta da S.E. il Generale Gaetano Giardino (d’ora in poi Inchiesta Giardino).

