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196 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Il Governo cercò di correre ai ripari avvalendosi degli studi e dei progetti degli
anni antecedenti al conflitto. Così, nel giro di qualche mese la polizia venne rior-
dinata con nuovi organici previsti per i funzionari (aboliti i “delegati”, 2091 tra
ispettori, questori, commissari e vicecommissari e 1300 funzionari amministrativi)
e con l’istituzione del Corpo degli Agenti di Investigazione (6800 elementi), da
trarsi dalle Forze dell’Ordine preesistenti o dalla vita civile, destinati alla «preven-
zione e repressione dei reati, la ricerca dei delinquenti e il disimpegno dei servizi
tecnici e specializzati». Ma la novità di maggior rilievo venne data dallo sciogli-
mento delle Guardie di Città e dall’istituzione del Corpo della Regia Guardia per
la Pubblica Sicurezza «parte integrante della forza pubblica e delle forze militari
dello Stato». I decreti istitutivi del 14 agosto e del 1° ottobre 1919 lo destinano
«alla tutela dell’ordine pubblico nei centri di maggior popolazione, ove esercita
funzioni esecutive di polizia giudiziaria e amministrativa, esclusa la funzione in-
vestigativa».
Organizzata a somiglianza dei Carabinieri, la Regia Guardia doveva essere ini-
zialmente composta da un Comando Generale (con quattro ufficiali generali e
Ufficio Segreteria), sette legioni territoriali, una legione allievi e una scuola aspi-
ranti sottufficiali, per un totale di 25.000 uomini. Le legioni, di forza variabile a
seconda dell’importanza dei centri del rispettivo territorio, al comando di un co-
lonnello o di un tenente colonnello, erano ripartite in divisioni (al comando di
Milano, 23 giugno 1920. Autoblindo della Regia Guardia in una via della città,
posta in stato di assedio dopo i tragici incidenti del 22 e 23 giugno

