Page 195 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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III Sessione - L’ordine pubblico nel primo dopoguerra                 193




                 Conclusioni
                 L’Arma dei Carabinieri Reali uscita all’indomani del Primo conflitto mondiale
              sembra aver assunto una fisionomia molto più militare di quella che aveva vissuto
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              durante il periodo giolittiano (1900-1914). L’inserimento di numerosi ufficiali,
              sottufficiali e militari di truppa all’interno dell’Esercito mobilitato, attraverso il
              loro impiego presso i comandi operanti o come comandanti di sezioni o plotoni,
              aveva avvicinato di molto questi uomini ai vertici e alla mentalità dell’Esercito
              stesso, tanto da dare l’impressione che si assista a uno spostamento culturale teso
              a ottenere un maggiore sganciamento dell’Arma dal Ministero dell’Interno.
                 Inoltre, la necessità di avere nuovi contingenti di carabinieri e di ufficiali aveva
              consentito il passaggio dall’Esercito all’Arma di giovani che già avevano una espe-
              rienza bellica ed erano già permeati di un forte sentimento legato al fenomeno
              del “combattentismo”.
                 Non si dimentichi poi che la situazione generale dell’Italia in quegli anni aveva
              visto i Carabinieri trovarsi tra i due fuochi principali della lotta politica.
                 Nel contempo, proprio a causa delle difficoltà legate al difficile ordine pub-
              blico, l’Arma era cresciuta notevolmente e, nonostante l’avvento del fascismo,
              era rimasta in vita (a differenza della Regia Guardia per la Pubblica Sicurezza).
                 In tale contesto di particolare effervescenza anche organizzativa delle Forze
              Armate, di fronte a un Esercito che doveva subire un evidente ridimensionamento
              per il transito alla forza e all’organizzazione in tempo di pace da quelle in tempo
              di guerra, le Forze dell’Ordine ebbero l’opportunità di crescere numericamente
              soprattutto nell’immediato primo dopoguerra.
                 Con l’avvento del fascismo e l’irreggimentazione della squadre fasciste, una
              parte significativa di quelle Forze dell’Ordine che avevano vissuto il difficile mo-
              mento politico non aveva più ragione di esistere.
                 Così, accanto alla soppressione della Regia Guardia, si assistette alla riduzione
              prima e allo scioglimento poi di quasi tutti i battaglioni mobili Carabinieri Reali
              anche in considerazione del fatto che la gestione dell’ordine pubblico passava
              proprio attraverso la costituzione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazio-
              nale. 17


              16  CARBONE, F., I battaglioni mobili dei carabinieri nel primo dopoguerra: la militarizzazione dell’Arma dei
                 CC.RR nella conduzione dell’ordine pubblico, in ANTONIELLI, L. (a cura di) Polizia Militare. Rubbet-
                 tino Editore, Soveria Mannelli, p. 267.
              17  Con l’avvento del regime fascista, i battaglioni mobili furono dapprima ridotti a 12 (r.d. n.
                 1860 del 31 dicembre 1922, ordinamento Diaz) e successivamente soppressi (r.d. n. 2980 del
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