Page 192 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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190          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              Norme per l’impiego dei battaglioni

                 Nello stesso opuscolo relativo al decreto, furono inserite le norme per l’im-
              piego dei battaglioni, che ribadivano in sostanza quelle contenute nella proposta.
                 Questi reparti


                    sono costituiti essenzialmente allo scopo di dare all’Autorità Politica Centrale una
                    forza considerevole per fronteggiare gravi e improvvise situazioni dell’ordine pub-
                    blico. Essi pertanto sono indipendenti da qualsiasi ingerenza delle Autorità Pub-
                    bliche aventi giurisdizione nelle città sedi dei battaglioni stessi.
                    Nella giurisdizione di ciascun Gruppo di legioni però – quando non siano impiegati
                    dall’Autorità politica centrale – possono essere utilizzati dai Comandi stessi di
                    Gruppo per rinforzi richiesti dalle Autorità politiche delle provincie comprese in
                    quel territorio.
                    Le Autorità politiche che ricevono in rinforzo nella loro Provincia militari dei detti
                    reparti devono curare che siano trattenuti il tempo strettamente necessario per far
                    fronte alle eccezionali ragioni di ordine pubblico che hanno provocato l’invio di
                    detti rinforzi, provvedendo senz’altro per il rientro non appena cessate dette ragioni
                    eccezionali.
                    Per nessun motivo i militari dei battaglioni mobili potranno essere comandati iso-
                    latamente od in pochi presso le stazioni, tenendo ben presente che i distaccamenti
                    di tali militari dovranno sempre essere costituiti da reparti organici di forza non
                    mai inferiore ad una squadra (12 uomini) al comando dei rispettivi ufficiali e gra-
                    duati.

                 A fronte di una diversità del numero dei battaglioni esposto in successione
              (16 battaglioni, poi 18 con programma di 25 battaglioni), gli atti sembrano avere
              carattere dispositivo.
                 Si tratta evidentemente di una serie di studi, proposte e soluzioni provvisorie
              variamente espresse nella dialettica tra Ministero della Guerra, Ministero dell’In-
              terno e Comando Generale dell’Arma, in funzione della precarietà e variabilità
              della situazione politico-sociale del momento e in relazione ai tempi delle opera-
              zioni di smobilitazione e di recupero di personale dopo le vicende belliche: solu-
              zioni provvisorie, quindi.
                 Nella realtà l’atto veramente cogente è il decreto ministeriale del maggio 1920
              che sanzionò una situazione già avviata in progetto e di fatto.
                 In sintesi, fin dal marzo 1919 si parlò di 16 battaglioni da costituire mano a
              mano che la situazione della forza e dei bilanci lo consentivano; a dicembre dello
              stesso anno il Comando Generale dell’Arma ipotizzò l’espansione a 25 dei costi-
              tuendi battaglioni, mentre il decreto ministeriale del maggio 1920 determinò de-
              finitivamente in 18 il numero di queste unità.
                 Nei fatti però, anche l’organico stabilito avrà nei successivi anni aggiunte e va-
              rianti secondo le esigenze operative del momento.
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