Page 187 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 187

III Sessione - L’ordine pubblico nel primo dopoguerra                 185




                 Ciascun battaglione (art. 35) avrebbe avuto due carrette da battaglione e due
              muli o cavalli, ma per urgenti spostamenti collettivi per motivi di pubblica sicu-
              rezza o d’ordine pubblico, avrebbe potuto ottenere dal centro automobilistico
              della relativa sede dieci autocarri per trasporto di truppa.
                 Alla legione territoriale che aveva nella stessa sede più comandi di battaglione,
              sarebbe stata data in consegna una vettura automobile, che in caso di bisogno sa-
              rebbe stata messa a disposizione del comando del battaglione o dei battaglioni
              della sede.
                 Ogni comando di battaglione avrebbe avuto inoltre in consegna due moto-
              carrozzelle per uso dei dipendenti ufficiali incaricati della sorveglianza del perso-
              nale del battaglione giornalmente in servizio.
                 La libera uscita (art. 37) sarebbe stata regolata dalle stesse norme delle altre
              truppe.
                 Per gli «Ufficiali di sorveglianza al personale distaccato e dislocato entro una
              vasta zona» fu prevista la dotazione di due motociclette con sidecar per ciascun
              battaglione, mentre i colonnelli comandanti di raggruppamento avrebbero dovuto
              servirsi «di una vettura automobile di tipo leggero».
                 L’istituzione dei battaglioni venne proposta, come già precisato, tra i provve-
              dimenti transitori atti a risolvere i problemi dell’ordine e della sicurezza pubblica.
              Ma fu intravista la possibilità di rendere in un secondo tempo definitivi i batta-
              glioni «per evitare il continuo prelevamento di rinforzi dalle stazioni, che grave-
              mente ne paralizzano il funzionamento».
                 Sulla base delle caratteristiche operative dei rispettivi territori, il Comando Ge-
              nerale dell’Arma stabilì che fossero comandati da:
                 -  un tenente colonnello per i battaglioni mobili di Alessandria, Genova, Ve-
                    rona, Trieste, Treviso, Bologna, Ancona, Cagliari, Bari, due dei tre batta-
                    glioni di Roma, uno dei due battaglioni di Torino, Milano, Firenze, Napoli
                    e Palermo;
                 -  un maggiore per i battaglioni mobili di Udine, Taranto, Catania, uno dei
                    battaglioni di Roma, Torino, Milano, Firenze, Napoli e Palermo.

              I colonnelli ispettori di battaglioni mobili

                                                             10
                 Nel frattempo il Comando Generale comunicò che, con un successivo de-
              creto ministeriale, i battaglioni mobili sarebbero stati portati a 25, definendone
              la denominazione e la dislocazione.



              10  Lettera n. 5600/1 del 30 dic. 1919 C.do Gen. Arma, Uff. Secondo Colonnelli Ispettori di batta-
                 glioni.
   182   183   184   185   186   187   188   189   190   191   192