Page 183 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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III Sessione - L’ordine pubblico nel primo dopoguerra 181
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pubblica con la lettera del 21 maggio 1908 con la quale furono illustrate ai mi-
nisteri dell’Interno e della Guerra le complesse problematiche derivanti dai lunghi
e frequenti servizi di rinforzo per l’ordine pubblico con seri inconvenienti al ser-
vizio territoriale, con malcontento e numerose richieste di prematuri congedi.
Infatti, i militari vivevano e operavano in stato di disagio anche perché la ri-
chiesta di rinforzo giungeva quasi sempre, per necessità di cose, con carattere di
urgenza e così il personale si doveva togliere dai reparti lungo le linee ferroviarie
o prossimi a queste, salvo poi equilibrarne la forza con successivi spostamenti
provvisori. Così i movimenti si moltiplicavano e bastava talvolta un rinforzo di
solo cento militari per turbare il meccanismo di un’intera legione.
La gravità di tali inconvenienti aveva indotto il Comando Generale dell’Arma
a operare una scelta innovativa, proponendo la costituzione di battaglioni mobili
idonei, per la loro consistenza numerica e per specifici criteri di impiego, a decisivi
interventi di ordine pubblico. La proposta però venne archiviata per la fine della
legislatura.
Alla fine del 1918, il Comando Generale dei Carabinieri propose al Ministero
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della Guerra, per sopperire alla progressiva riduzione dei reparti dell’Esercito
nei servizi di ordine pubblico, l’istituzione di speciali reparti addestrati, i batta-
glioni mobili appunto, con «la forza di circa 800 uomini ripartiti su quattro com-
pagnie, delle quali una ciclisti. Il loro funzionamento e impiego sarà regolato a
suo tempo con apposite norme provvisorie rispondenti in linea di massima ai
criteri già approvati da codesto Ministero». 8
I 16 battaglioni previsti sarebbero dipesi, per l’amministrazione e per la disci-
plina, dalle legioni territoriali di assegnazione. 9
In conseguenza dell’aumento della forza e della maggiore complessità del co-
mando delle legioni con due battaglioni, fu proposto di affidarle a generali briga-
6 Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno: busta 627, fasc.10.500. A Battaglioni mo-
bili.
7 Lettera C.do Gen. Arma Uff. Sec., n. 4400/1 del 7 dic. 1918 Provvedimenti per la sistemazione dei
comandi e dei quadri degli ufficiali dei Carabinieri Reali.
8 Dispaccio 25 feb.1918, n. 3915, Segretariato Generale, div. S.M., sez. 2.
9 Due battaglioni a Torino - Milano - Firenze - Roma e Napoli; un battaglione a Genova - Ve-
rona - Bologna - Ancona - Bari e Palermo. Non erano stati previsti battaglioni mobili per le
legioni di Treviso e Alessandria (di nuova istituzione), né per quelle di Cagliari, Catanzaro e
Messina poiché non ritenuti necessari a soddisfare i bisogni del momento, potendo usufruire
dei battaglioni più vicini per eccezionali situazioni di ordine pubblico.

