Page 179 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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III Sessione - L’ordine pubblico nel primo dopoguerra                 177




              piuttosto diffusa sul territorio, capillare, presente anche in località remote che,
              salvo pochissime eccezioni, non era mai stata impiegata in unità organiche con
              funzioni di ordine pubblico o combattenti, ma disimpegnava il servizio di ordine
              e di sicurezza pubblica nell’ambito del territorio di competenza.
                 Furono i diffusi disordini del 1919 a confermare le difficoltà dell’organizza-
              zione territoriale dell’Arma a far fronte ai gravi perturbamenti dell’ordine pub-
              blico e agli scontri di piazza, accelerando il processo di formazione dei battaglioni
              mobili.


              I disordini di luglio
                 I moti contro il caroviveri, che interessarono l’intera Penisola nella primavera-
              estate del 1919, rappresentano l’inizio di uno dei periodi tra i più turbolenti della
              storia della società italiana, ricordato come il così detto “biennio rosso”, che con-
              tribuì a determinare di lì a poco la crisi dello Stato liberale.
                 Il lungo conflitto mondiale e, paradossalmente, lo “scoppio” della pace ave-
              vano prodotto e stavano producendo ripercussioni profonde e complesse sugli
              equilibri economici e produttivi, politici e sociali del Paese, dalle aree industriali,
              impegnate nella difficile riconversione postbellica e che conoscevano per la prima
              volta una crescente disoccupazione, a quelle agricole, dove erano andate più volte
              deluse le aspettative di una più equa ridistribuzione della proprietà fondiaria, il
              tutto aggravato dall’aumento vertiginoso dell’inflazione, che comprometteva il
              già minimo potere d’acquisto delle classi più disagiate.
                 L’8 giugno a La Spezia, col pretesto del caroviveri, ebbe luogo un «pubblico
              comizio in cui parlarono violentemente anche esponenti del movimento anar-
              chico». Le autorità locali, preoccupate del crescente fermento, cercarono di porvi
              rimedio e, il giorno successivo, il commissario prefettizio emise un’ordinanza in
              cui stabilì la diminuzione dei prezzi dei generi di prima necessità. In modo parti-
              colare fu abbattuto il costo di frutta e verdura. La reazione dei produttori non si
              fece attendere. L’11 giungo i banchi ortofrutticoli del mercato centrale della città
              non ricevettero alcun rifornimento. Alla diffusione della notizia gli operai degli
              stabilimenti industriali e quelli dell’Arsenale, circa diecimila persone, si riversarono
              per le strade della città per protestare per la mancanza di frutta e verdura. Il co-
              mandante della Compagnia Carabinieri di La Spezia, in seguito alle indicazioni
              del commissario prefettizio, aveva disposto una serie di servizi di vigilanza e con-
              trollo sia lungo le arterie principali della città, sia presso l’adiacente mercato. Al
              diffondersi della notizia che migliaia di persone si stavano riversando per le strade
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