Page 182 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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180          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              esigenze di tutela dell’ordine pubblico e di pubblica sicurezza prodotte dai conflitti
              sociali emersi dopo la Prima guerra mondiale e con l’avvento del fascismo, nel
              frattempo l’Arma tentava di riorganizzarsi velocemente secondo le mutate esi-
              genze e per risolvere la problematica relativa alla continua concentrazione di ca-
              rabinieri delle stazioni presso i capoluoghi per impieghi legati alle turbative
              dell’ordine pubblico, avviando così, nel marzo 1919, la costituzione provvisoria
              dei primi 13 battaglioni mobili dei 16 autorizzati dal Ministero della Guerra at-
              tingendo ai carabinieri, effettivi e anche richiamati, progressivamente smobilitati
              dalle zone di guerra e ai carabinieri ausiliari, che erano stati istituiti nel gennaio
              1917 con militari tratti dalle altre Armi dell’Esercito per sopperire alle carenze di
              organico determinate dall’enorme numero di carabinieri mobilitati sul fronte, ma
              che erano stati soprattutto concessi dal Governo proprio in relazione alle crescenti
              esigenze di ordine pubblico che già si manifestavano in quell’inizio del terzo anno
              di guerra. 5
                 Già nei primi anni del ’900 l’Arma aveva posto allo studio e proposto la crea-
              zione di reparti consistenti da impiegare in occasione di minacce alla sicurezza



              5  Con decreto luogotenenziale 25 febbraio 1917, n. 357 furono istituiti i carabinieri ausiliari.
                 Oltre il numero della forza organica prevista, furono così incorporati altri 12.000 uomini, tra
                 caporali e soldati tutti da altre Armi e dagli altri Corpi del Regio Esercito, sempre nell’osser-
                 vanza dei rigidi criteri selettivi e dei requisiti già richiesti per l’arruolamento del personale ef-
                 fettivo. I carabinieri ausiliari furono inquadrati nell’arma a piedi, portandone l’uniforme, le
                 armi e le buffetterie meno la sciabola, ma tenuto conto delle condizioni economico-finanziarie
                 determinate dal conflitto fu inizialmente disposto che, in attesa dell’assegnazione del corredo,
                 essi prestassero servizio temporaneamente con l’uniforme grigio-verde di cui erano provvisti,
                 applicando sulla giubba un sovracolletto di panno turchino con gli alamari e sul berretto il
                 fregio dell’Arma; sempre per le difficoltà esistenti nelle forniture militari, le prime buffetterie
                 che vennero distribuite furono in cuoio grigio-verde e anche le borse da viaggio, normalmente
                 in tela olona di colore marrone, furono distribuite in tela ma della colorazione propria del
                 Regio Esercito.
                 I carabinieri ausiliari vennero impiegati principalmente presso le legioni territoriali, soprattutto
                 in occasione delle manifestazioni di piazza che richiedevano un numero adeguato e a volte
                 elevato di personale per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, ma durante i periodi di
                 quiete svolgevano il normale servizio d’istituto insieme ai graduati e ai carabinieri effettivi più
                 anziani. Questa nuova forza extraorganica, testata e giudicata favorevolmente durante il corso
                 del 1917, fu potenziata, entro la fine di quell’anno, con ulteriori 6000 uomini (decreto luogo-
                 tenenziale 2 dicembre 1917, n. 1984) – Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri N.1 Anno
                 II pag. 118.
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