Page 178 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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176 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
fu limitata già durante l’età giolittiana, per poi regredire principalmente dopo l’av-
vento del fascismo e la politicizzazione del controllo dell’ordine pubblico attra-
verso l’irreggimentazione delle squadre fasciste con la creazione della Milizia
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Volontaria per la Sicurezza Nazionale. La presenza dell’Esercito nello svolgi-
mento dei servizi di ordine pubblico riprese solamente con gli scioperi del 1943.
L’indispensabile contrazione delle Forze Armate al termine del Primo conflitto
mondiale favorì consequenzialmente l’incremento degli organici della Regia Guar-
dia per la Pubblica Sicurezza e dei Carabinieri Reali che, proprio con la costitu-
zione dei battaglioni mobili, condussero maggiormente attività di ordine pubblico.
Da ciò ne discese, come conseguenza, la necessità di rivedere le formule impiegate
sino a quel momento per la gestione dell’ordine pubblico: al fine di garantire
compattezza all’operato dei propri militari, l’Istituzione decise di impiegare un
modello organizzativo piuttosto strutturato militarmente e utilizzato quasi esclu-
sivamente dall’Esercito per le operazioni militari, cioè costituire dei battaglioni
mobili di carabinieri in modo tale da avere una catena di comando e di controllo
chiara allo scopo di adempiere al meglio le funzioni nel corso dei servizi di ordine
pubblico. Fino ad allora l’impiego dei battaglioni all’interno dell’organizzazione
dell’Arma non aveva trovato particolare applicazione, a eccezione del Battaglione
Allievi Carabinieri Reali, inserito nella Legione Allievi, e di quelli mobilitati nel
corso del Primo conflitto mondiale, il cui impiego fu ristretto a operazioni belliche
vere e proprie e, successivamente, di polizia militare. Al contrario, sin dal 1861 la
struttura tipica dell’Arma prevedeva un’organizzazione che aveva un organismo
di vertice alle cui dipendenze vi erano le legioni con i seguenti organi di demol-
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tiplica (a eccezione della Legione Allievi che era strutturata secondo il modello
reggimentale): divisioni carabinieri (competenti generalmente per la provincia
amministrativa), compagnie, tenenze, sezioni e stazioni. Queste ultime erano rette
da sottufficiali dell’Arma e costituivano l’ultimo anello della catena, il più piccolo
e quello a più diretto contatto della popolazione. Si trattava di un’organizzazione
3 La costituzione della M.V.S.N., uno strumento esclusivamente politico, fece limitare forte-
mente l’esigenza di tutela dell’ordine pubblico per le Forze Armate e di polizia, tanto che si
arrivò a disporre, anche per motivi politici, dapprima lo scioglimento del Corpo della Regia
Guardia di P.S. (r.d. 31 dicembre 1922, n. 1680, Riforma ed unificazione dei corpi armati di polizia)
e l’incorporazione di una parte del personale nell’Arma dei Carabinieri Reali e poi la costitu-
zione del Corpo degli Agenti di P.S. di lì a qualche anno (r.d. 2 aprile 1925, n. 385), dando
luogo anche alla parallela riorganizzazione dei funzionari di P.S. (r.d. 5 aprile 1925, n. 441).
4 Denominato inizialmente Comitato dell’Arma, poi Comando e infine Comando Generale.

