Page 205 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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III Sessione - L’ordine pubblico nel primo dopoguerra 203
Regia Guardia è comunque entrata nella storia del cinema italiano. Nel novembre
del ’22, con il permesso del Ministero, 96 guardie a cavallo partecipavano alle ri-
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prese del film Messalina, ovviamente «in costume romano antico» . Cinquanta-
quattro anni dopo erano, invece, delle comparse a cavallo a indossare l’uniforme
grigio-verde della Regia Guardia, comparendo in una scena del film Novecento Atto
I nel vano tentativo di sloggiare dei contadini da una cascina.
L’assegnazione al Corpo di autoblindomitragliatrici Lancia 1Z, impiegate, ad
esempio, a Roma nell’ottobre 1922, si rivelò utile negli scontri di piazza.
Armamento e uniforme (in pratica sempre quella grigio-verde completa di
stellette) insieme all’assoluta preminenza degli ufficiali provenienti dall’Esercito,
tutto contribuì a sottolineare la militarità del Corpo, ponendo quasi in secondo
piano l’aspetto legato alle sue funzioni di Corpo di polizia. Cosa, questa, che non
sempre e non a tutti i componenti del Corpo riuscì gradita, specie a quanti pro-
venivano dalle Guardie di Città e alle giovani reclute, cui non parevano mantenute
le promesse fatte all’arruolamento, specie per quanto concerneva la sede di im-
piego.
Nonostante le circostanze avverse, come l’ostilità della sinistra, il disprezzo
della destra emergente per la “polizia di Nitti”, l’addestramento e l’armamento
non sempre adeguati, e l’influenza negativa dei contatti con gli ambienti politici
e ministeriali, spesso utilizzati a vari livelli per interessi personali, la Regia Guardia
riuscì comunque ad adempiere ai suoi compiti per tre anni. In questo periodo
non poté non risentire anche del mutato clima politico e, pure a causa dell’inde-
cisione dei governi succedutisi al Viminale, il contenimento della violenza squa-
drista si fece sempre più oscillante e debole, quando non addirittura nullo.
Il 1° novembre 1922 (a due mesi dal suo, in quel momento, imprevedibile scio-
glimento) il Corpo aveva addirittura superato gli organici previsti ed era forte di
40.802 uomini tra ufficiali, marescialli, sottufficiali, guardie e allievi. Il Comando
Generale ne contava 138, con 5 ufficiali generali, di cui però uno, oltre al Co-
mandante Generale, appartenente al Regio Esercito e “a disposizione” del Corpo,
segno che l’ascesa verso la sommità dell’ora brigadiere generale Cantuti stava ot-
tenendo i suoi effetti. La Legione di Roma contava ben 7225 elementi, al co-
mando di un brigadiere generale dell’Esercito “a disposizione”, così come si
verificava per la Legione di Bologna, con 3176 uomini e per quella di Napoli, con
4368. La Legione di Torino ne contava 2984, quella di Milano 3774, quella di
8 ACS, Inchiesta Giardino.

