Page 28 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              mancavano, visti i magri bilanci militari) avrebbe dovuto essere l’Uomo Nuovo
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              del fascismo a risolvere la guerra. Questo però non era modernismo: era re-
              torica.
                 D’altronde, i militari semplicemente traducevano in regolamenti militari la
              realtà politica ed economica del regime.

                 In un altro spazio della complessa istituzione militare ci si impegnò da su-
              bito a studiare e riflettere attorno alle lezioni della Grande Guerra. Nelle acca-
              demie militari, negli istituti di specializzazione, nella Scuola di guerra, uno stuolo
              di insegnanti – non solo di Storia militare – cominciò a riflettere su quanto
              era successo.
                 Gli insegnanti dovevano formare nuove classi di ufficiali, sperando che non
              commettessero vecchi errori e cercando di addestrarli all’uso delle nuove armi.
              Non è forse un caso che alcune fra le prime storie della partecipazione italiana
              alla Grande Guerra furono firmate proprio da insegnanti delle scuole militari,
              o da ufficiali degli uffici storici. Dei corsi impartiti da questi insegnanti non
              sappiamo molto, poche accademie militari italiane hanno pubblicato la propria
              storia. Ma è certo, ad esempio, che la Scuola di guerra pubblicava ben due ri-
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              viste militari, La cooperazione delle armi e Alere flammam: su ognuna di queste, già
              nel primo dopoguerra liberale, poterono essere letti articoli molto interessanti
              sulle nuove tattiche militari, sulle novità delle armi più recenti, ecc..
                 Purtroppo il fascismo, nel 1926 – come vedremo – chiuse queste riviste e
              finì per irrigidire e “normalizzare” la vivacità e il dibattito che nelle scuole mi-
              litari era (ri)nato dopo la Grande Guerra.


                 Molta attenzione alla nuova tattica praticata durante la guerra fu portata
              proprio sulla stampa militare italiana. Purtroppo, questa si trovava in una situa-
              zione difficile. 40
                 La fine della guerra aveva portato con sé anche la fine della Rivista Militare,
              la rivista ufficiosa dell’Esercito, che forse non sopravvisse alle critiche contro gli


              38  ILARI, V., SEMA, A., Marte in orbace. Guerra, esercito e milizia nella concezione fascista della nazione.
                 Nuove Ricerche, Ancona 1990.
              39  BALESTRA, G. L., La formazione degli ufficiali nell’Accademia militare di Modena (1895-1939). Stato
                 Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, Roma 2000.
              40  ROCHAT, G., L’esercito italiano da Vittorio Veneto op. cit..
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