Page 32 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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30           Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              personalistica ricalcò profondi cleavages che dividevano da tempo la società italiana
              e si intrecciò con questioni estranee e politiche (Cadorna cattolico, Capello mas-
              sone; il primo conservatore, il secondo liberale, ecc.). Ciò detto non mancarono
              le questioni principalmente militari sollevate da quelle polemiche: quale strategia
              (offensiva, controffensiva), quale schieramento delle truppe sul terreno, quale
              ruolo dell’artiglieria nell’attacco della fanteria, ecc.. I volumi dei due generali eb-
              bero in ciò un’eco enorme.
                 Altre contese personali, che anch’esse sollevavano temi strettamente militari,
              furono quelle alzate dai generali “silurati” da Cadorna i quali, dopo la guerra, vol-
              lero far sentire le proprie ragioni. Tutta questa memorialistica, nel liberale con-
              traddittorio delle voci, nonostante gli enormi timori dei vertici militari, ebbe un
              benefico effetto sull’opinione pubblica degli uomini in uniforme, che, se in grado
              di discernere il vero dal falso, potevano venire così a conoscenza di verità non
              ufficiali della guerra.
                 Le polemiche continuarono anche sotto il fascismo, ma molto silenziate e di
              fatto rese inoffensive dalla decisione già ricordata di Mussolini di promuovere sia
              Cadorna sia Diaz (Capello era stato accantonato, avendolo il regime accusato di
              essere coinvolto nell’attentato a Mussolini del 1925: nel 1927 lo condannò a
              trent’anni di carcere, e se nel 1936 fu rimesso in libertà, lo tenne comunque sotto
              stretto controllo). Solo ad alcuni generali continuò a essere permesso di rendere
              pubbliche opinioni, ma lievemente, se discoste dalla verità ufficiale. A differenza
              dell’Italia liberale, Mussolini già nel 1925 avrebbe detto che, sulla guerra, era ormai
              il tempo del mito più che della storia. È possibile trarre lezioni anche dai miti:
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              ma è molto più difficile che farlo dal libero contraddittorio e dalla conoscenza
              storica.


                 Se poche memorie di pochi grandi comandanti ebbero un’eco enorme, un va-
              stissimo campo di pubblicazioni – anche in Italia – non può essere dimenticato.
              Si tratta della memorialistica degli ufficiali.
                 Per quanto si tratti di una documentazione fondamentale, e per quanto proprio
              dal suo studio si potrebbe dire che è nata la moderna storiografia italiana sulla


                 DORNA, R. (a cura di). Mondadori, Milano 1967 e CAPELLO, L., Caporetto, perché? La Seconda
                 armata e gli avvenimenti dell’ottobre 1917. Einaudi, Torino 1967.
              47  MONTICONE, A., La battaglia di Caporetto. Studium, Roma 1955; LABANCA, N., Caporetto.
                 Storia di una disfatta. Giunti, Firenze 1997; idem, Caporetto. Storia e memoria di una disfatta. Il Mulino,
                 Bologna 2017.
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