Page 30 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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28           Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              retto o sulla Grande Guerra, un ufficiale poteva parteggiare o per Cadorna o per
              Diaz (e Capello, e Badoglio) nel “leggere” la storia militare italiana del 1915-1918,
              cosa avrebbe dovuto pensare quello stesso ufficiale dopo che nel 1924 Mussolini,
              proprio per sedare la discussione su Caporetto e in genere sulla Grande Guerra,
              inventò il grado di “maresciallo d’Italia” e premiò con esso sia Cadorna sia Diaz?
                 Inoltre, se sino al 1926 un ufficiale italiano poteva leggere le acuminate critiche
              del generale Roberto Bencivenga, già membro della segreteria di Cadorna durante
              la guerra, cosa avrebbe potuto pensare lo stesso ufficiale quando il fascismo radiò
              dall’Esercito e condannò a cinque anni di confino quel generale critico (e antifa-
              scista)? (I cinque volumi del suo Saggio critico sulla nostra guerra furono costretti a
              uscire presso oscure tipografie e ad avere una quasi inesistente diffusione). 43
                 In realtà la normalizzazione della stampa militare avvenuta attorno al 1925-
              1926 privò gli ufficiali italiani di una palestra libera e fertile per imparare le lezioni
              della Grande Guerra, comprese quelle che contrastavano le scelte e le politiche
              del regime.


                 Seppur brevemente, come incubatori di un pensiero anche critico, vanno men-
              zionate le traduzioni delle Relazioni ufficiali nazionali di altre potenze.
                 Nonostante fu principalmente la storia nazionale la lente attraverso la quale
              gli ufficiali italiani ripensarono alla Grande Guerra, anche attraverso la conoscenza
              di quanto altri Paesi e le loro Forze Armate avevano fatto, fu possibile imparare
              lezioni importanti. Fra gli anni Venti e gli anni Trenta, i militari italiani poterono
              infatti leggere traduzioni o sintesi delle Relazioni dei maggiori Paesi europei. 44



              43  BENCIVENGA, R., Saggio critico sulla nostra guerra, 1930-1937 (vol. I: Il periodo della neutralità.
                 Tipografia Agostiniana, Roma 1930; vol. II: La campagna del 1915. Tipografia Madre di Dio,
                 Roma 1933; vol. III: La campagna del 1916. La sorpresa di Asiago e quella di Gorizia. Tipografia
                 Madre di Dio, Roma 1935; vol. IV: La campagna del 1917. La scalata alla Bainsizza, verso la crisi
                 dell’autunno 1917. Industria tipografica romana, Roma 1937; vol. V: La sorpresa strategica di Ca-
                 poretto. Appendice al saggio critico sulla nostra guerra. Tipografia Madre di Dio, Roma 1932).
              44  L’ultima guerra dell’Austria-Ungheria 1914-1918. Relazione ufficiale compilata dall’Archivio di
                 Guerra di Vienna, tradotta dal generale di divisione Ambrogio Bollati. Istituto Poligrafico
                 dello Stato, Roma 1933-1935 (vol. I: L’anno di guerra 1914; vol. II: L’anno di guerra 1915, sino
                 alla fine dell’estate; vol. III: L’anno di guerra 1915. Dalla fine dell’estate alla fine dell’anno; vol. IV:
                 L’anno di guerra 1916. Gli avvenimenti dal gennaio alla fine di luglio); MINISTERO DELLA
                 GUERRA, STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO, UFFICIO STORICO, Riassunto della
                 relazione ufficiale austriaca sulla guerra 1914-18 (Oesterreich-Ungarns Letzter Krieg 1914-18), a
                 cura del generale di corpo d’armata Ambrogio Bollati. Tipografia regionale, Roma 1946.
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