Page 33 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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Introduzione e apertura dei lavori                                     31




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              Grande Guerra (si pensi alle opere di Omodeo e di Pieri, di Rochat e di
              Isnenghi, fra anni gli Trenta e Sessanta dello scorso secolo), manca uno studio
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              esaustivo a riguardo. Non abbiamo neanche un’indicazione del numero dei titoli,
              che però fu certamente altissimo. Nel 1939, un Catalogo bibliografico della guerra mon-
              diale fu pubblicato: nelle sue 850 pagine, 20.730 titoli erano elencati e di questi
                                                                            52
              la memorialistica era certamente il genere letterario prevalente.
                 Negli ultimi decenni, accusandole in blocco di essere espressione di una certa
              “cultura di guerra” che dai combattimenti avrebbe inquinato gli anni di pace, si
              è ritenuto che queste testimonianze fossero inaffidabili, se non falsanti. Senza
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              negare che alcuni testi abbiano questi caratteri e che la consultazione di queste
              fonti debba essere condotta applicando la più severa critica delle fonti, peraltro
              come per ogni documento, chi scrive è invece piuttosto incline a vedere nella me-
              morialistica uno straordinario esame critico e autocritico nazionale di una società,
              còlta nei travagli drammatici di una guerra di massa.
                 Per ogni armata, corpo d’armata, divisione, reggimento, battaglione che com-
              batté, non sarebbe difficile trovare più di una testimonianza che ne racconta
              l’azione in guerra. Certo, al fondo, gli ufficiali che ne erano autori le scrissero
              spesso per gloriarsi, per affermare la propria esistenza in vita, o per discolparsi
              da accuse. In ogni caso, dal loro insieme uscì un enorme dibattito che permetteva
              di rileggere errori, drammi, morti, dolori di un Paese in guerra. È difficile pensare
              che, sulle scrivanie dei tanti uffici militari dell’Italia liberale o fascista, gli ufficiali
              che dovevano preparare la guerra futura non allineassero anche questa o quella
              memoria di combattenti della Grande Guerra. Quest’enorme disponibilità di testi


              48  OMODEO, A., Momenti della vita di guerra. Dai diari e dalle lettere dei caduti 1915-1918. Einaudi,
                 Torino 1968.
              49  PIERI, P., L’Italia nella prima guerra mondiale. Einaudi, Torino 1965.
              50  ROCHAT, G., L’esercito italiano da Vittorio Veneto op. cit..
              51  ISNENGHI, M., I vinti di Caporetto nella letteratura di guerra. Marsilio, Padova 1967.
              52  Civico istituto per la storia contemporanea, Biblioteca, archivio e museo del Risorgimento,
                 Biblioteca, archivio e museo di guerra, Catalogo bibliografico della guerra mondiale 1914-1918. Con
                 una notizia sulle raccolte documentarie dell’archivio di guerra. Cordani, Milano 1939.
              53  PROCACCI, G., Alcune recenti pubblicazioni in Francia sulla “cultura di guerra” e sulla percezione della
                 morte nel primo conflitto mondiale, in LABANCA, N., ROCHAT, G. (a cura di), Il soldato, la guerra
                 e il rischio di morire. Unicopli, Milano 2006; ma anche LABANCA, N., Cultura di guerra. Note su
                 una nuova categoria storica, in DEL NEGRO, P., FRANCIA, E. (a cura di), Guerre e culture di
                 guerra nella storia d’Italia. Unicopli, Milano 2011, p. 13-24.
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