Page 345 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 345
V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione 343
mento militare – cristallizzano i due pilastri del fiumanesimo: la rivoluzione na-
zionale e il legionarismo volontario, da cui risultano il sindacal-corporativismo
(postbellico) e l’uomo nuovo (legionario). Elaborato dal volontario trentino ca-
pitano Giuseppe Piffer, aiutante di campo del Comandante e trait-d’union con De
Ambris, il disegno di un nuovo ordinamento profila un arditismo su struttura le-
gionaria, che il Vate perfeziona con richiami iconografici e coreografici alla cultura
bellica e ludica latina e greca. Nonostante l’opposizione al progetto dei due vertici
militari del Comando (il generale Ceccherini, a capo delle truppe, e il colonnello
Sani, comandante del Palazzo), nei giorni successivi alla firma del trattato di Ra-
pallo d’Annunzio annuncia la promulgazione del nuovo ordinamento militare,
38
provocando l’abbandono di Fiume da parte dei due alti ufficiali. È altresì da no-
tare come il periodo d’elaborazione del nuovo ordinamento militare da parte di
Piffer, iniziato in giugno, coincida in qualche modo con la conclusione e la pre-
sentazione allo Stato Maggiore italiano del rapporto sui fatti e delle proposte di-
sciplinari del generale Guglielmo Pecori Giraldi: più precisamente, mentre si
elabora una regolamentazione per l’arruolamento legionario a Fiume (con l’in-
tenzione di evitare nuovi arruolamenti volontari di militari regolari italiani) la re-
lazione del generale Pecori Giraldi sull’insubordinazione e sulla diserzione di
militari italiani del Regio Esercito al tempo della marcia di Ronchi e durante i
primi mesi dell’impresa porta alla luce il sostanziale “amor di patria” con cui i
tanti soldati avevano aderito all’ultima “ventura” dannunziana, formalmente col-
pevoli ma moralmente da comprendere per le condizioni in cui si erano realizzati
tali gravissimi reati militari. Il rapporto, di indubbio interesse proprio per l’analisi
e la valutazione dei reati militari compiuti in quei frangenti, stigmatizza le respon-
sabilità degli ufficiali, lasciando in secondo piano le intenzionalità della truppa. 39
A ogni modo dai duemila della “santa entrata” i legionari a Fiume diventano du-
rante i primi mesi fino a circa novemila unità, mentre al tempo del “Natale di
sangue” i seguaci di d’Annunzio si sarebbero ridotti a circa quattromilacinque-
38 Cfr. la ricca documentazione e l’interessante lettura critica in SIMONELLI, F. C., La costruzione
di un mito. Rituali, simboli e narrazioni dell’Impresa di Fiume (1919-1921). Tesi di Dottorato di
ricerca in “Storia dei partiti e movimenti politici” (relatore: prof. Massimo Baioni), Università
Carlo Bo di Urbino, ciclo XXVIII, a.a. 2014-15.
39 Cfr. PECORI GIRALDI, G., Relazione sui fatti di Fiume del Generale d’Esercito Pecori Giraldi. Os-
servazioni e proposte disciplinari al Ministro della Guerra. Firenze, 22 giugno 1920, in AUS-
SME, fondo B1, Diari Storici, “Guerra Mondiale”, vol. 1, pos. 151/E.

