Page 346 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              cento, di cui un migliaio spostati a coprire e occupare le isole del Carnaro. 40
                 Come anticipato, la notizia del trattato di Rapallo tra Regno d’Italia e Regno
              dei serbi croati sloveni, il 12 novembre, segna un punto di svolta in svariati sensi:
              è la prova che le trame per un moto legionario in Italia – con Mussolini e alcuni
              ambienti militari – non stanno portando risultati, come non hanno avuto risultati
              di sorta i tentativi di far fallire l’intesa con gli jugoslavi, mentre si profila l’accen-
              tuazione della frattura tra il gruppo dirigente fiumano (in qualche modo favore-
              vole all’accordo) e quello legionario dannunziano. Con l’istituzione del “Libero
              Stato di Fiume” si mette sostanzialmente fine all’esperimento rivoluzionario fin
              lì realizzato: l’incontro tra d’Annunzio e Caviglia, avvenuto il 18 novembre, rimane
              senza effetti. Il 20 dicembre d’Annunzio e il Governo di Fiume rifiutano l’appli-
              cazione del trattato, risultato di un negoziato avvenuto senza rappresentanti del
              Governo fiumano e che prevede la cessione del porto Baross e della Fiumara agli
              jugoslavi: il generale Caviglia notifica l’ultimatum e il giorno dopo è proclamato
              lo stato di guerra. Il 24, la vigilia di Natale, è lanciato l’attacco italiano: per il
              giorno di Natale è proclamato un cessate il fuoco, ma poi l’iniziativa militare ri-
              prende per tre giorni. Di fronte a oltre 50 caduti e 200 feriti d’Annunzio rinuncia
              al Comando: il 31 il Governo di Fiume accetta il trattato. Il “Natale di sangue”
              segna la drammatica fine della rivoluzione fiumana: l’Esercito Italiano entra nella
              città, i legionari lasciano il territorio insulare, e tra il 4 e il 13 gennaio la città si
              svuota del Corpo di occupazione. 41
                 L’impresa di Fiume, come parte della cultura politica italiana, rimane nella me-
              moria come un tentativo di rinnovata italianità, per alcuni importante eredità na-
              zionale alle origini dell’Italia moderna nazione politica, avendo espresso l’obiettivo
                                                               42
              di dar corpo a una nazione nuova in un mondo nuovo. Il 18 gennaio d’Annunzio
              lascia la città e chiude definitivamente l’unica e vera esperienza rivoluzionaria del
              contesto postbellico italiano: d’Annunzio e i legionari, con Arditi, futuristi, artisti,
              veterani, rivoluzionari di ogni sorta e provenienti da ogni parte del mondo, ave-


              40  Cfr., in generale, LONGO, L. E., L’esercito italiano e la questione fiumana, 1918-1921. Ufficio Sto-
                 rico SME, Roma 1996.
              41  Cfr., all’interno di una prospettiva storica di lunga durata, PUPO, R., Fiume città di passione. La-
                 terza, Roma-Bari 2019.
              42  All’interno di una memorialistica molto ricca e di una letteratura che continua a produrre
                 sempre nuovi contributi sull’impresa di Fiume, cfr. il romanzo di DONFRANCESCO, O.,
                 Sulla cima del mondo. Il romanzo dei ribelli di Fiume. Historica, Roma 2019.
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