Page 351 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 351

VI Sessione - Altri aspetti del 1919                                  349




              L’Italia e i rapporti interalleati nella questione turca



              di Fabio L. GRASSI 1



                   u vittoria mutilata? Se ne discuterà senza
              Fsoluzione, finché qualcuno avrà voglia di
              farlo. Una cosa però sento di poterla affermare:
              l’argomento più forte, per chi ritiene che sì, ci
              fu un atteggiamento iniquo e malevolo di Al-
              leati e Associato nei confronti dell’Italia, non ri-
              siede  in  ciò  che  avvenne  a  proposito  delle
              questioni direttamente territoriali: come è noto,
              fin quasi la fine del conflitto mondiale, Fiume
              non fu richiesta dai nostri governi, non era stata
              al centro dell’interesse della pubblica opinione e, se per essa doveva valere il prin-
              cipio della nazionalità, questo valeva anche per il Tirolo Meridionale, alias Alto
              Adige; per non parlare del fatto che, con la dissoluzione dell’Austria-Ungheria,
              l’Italia usciva, dal punto di vista delle opportunità politiche che si aprivano nel-
              l’Europa danubiana e balcanica, come la potenza europea più concretamente vin-
              citrice; l’argomento più forte, per i fautori della tesi della vittoria mutilata, risiede
              nella questione turca, che fu buona seconda nell’avvelenare le relazioni tra i de-
              legati italiani a Parigi e i loro poco benevoli interlocutori.
                 Se, infatti, passiamo da un giudizio esterno e generale di condanna dell’impo-
              stazione imperialista, nel migliore dei casi paternalisticamente declinata, della ge-
              stione dei territori extraeuropei da parte dei vincitori (giudizio che suonerà
              retorico, ma a modesto avviso di chi scrive resta valido e imprescindibile), a un
              giudizio interno su come i vincitori stessi gestirono tra loro l’eredità ottomana
              (diciamo pure la spartizione del bottino, per essere più chiari), mi sembra molto
              difficile negare che l’atteggiamento di Francia e Gran Bretagna nei confronti del-
              l’Italia fu improntato alla massima malafede. Non altro che come atto di pura –
              e aggiungerei grossolana – malafede può essere definita la denuncia franco-bri-
              tannica dell’accordo di San Giovanni di Moriana (St.Jean-de-Maurienne) del 26
              aprile 1917 (più frequentemente evocato al plurale nella letteratura corrente sul




              1  Professore associato di Storia dell’Europa Orientale - Sapienza Università di Roma.
   346   347   348   349   350   351   352   353   354   355   356