Page 353 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919                                  351




                    ressi italiani, ma sanziona l’adesione dell’Italia ai precedenti accordi franco-britan-
                    nici relativi alla Turchia asiatica. Gli interessi delle tre Potenze vengono pertanto
                    conglobati in un unico atto di cui non sarebbe possibile infirmare una parte senza
                    metterne in questione la totalità, almeno per quanto riguarda l’Italia. Condivido
                    perfettamente il giudizio di Balfour circa l’importanza di questa questione che può
                    avere far reaching consequences. Non dubito che il Governo britannico se ne rende
                    conto e che ispirerà in conseguenza le direttive della sua politica. Prego V. E. espri-
                    mersi con Balfour nei sensi su espressi e telegrafarmi (usando le tabelle per la ci-
                    frazione) la risposta che le verrà data. Gradirò anche conoscere quanto le risulti
                    circa l’atteggiamento del Governo francese in proposito e se la nuova dichiarazione
                    di Balfour fu fatta di accordo con esso. 4

                 Questo documento fa capire molto bene quale fu fin dall’inizio il clima in cui
              fu trattata la questione turca nei mesi successivi. A rendere il quadro ancora più
              chiaro sono le modalità con cui fu stipulato e comunicato l’armistizio con l’Im-
              pero ottomano, gestito solo e unicamente dalle Forze Armate britanniche (in par-
              ticolare dal generale Charles Townshend, da tempo prigioniero a Costantinopoli)
              e firmato dal solo ammiraglio Somerset Gough-Calthorpe, sulla nave Agamennon
              alla fonda nella baia di Mudros (Mondros) il 30 ottobre 1918.


                    Né l’Italia né la Francia ebbero modo di intervenire in tali trattative. Il testo fu co-
                    municato solo successivamente e parzialmente, tanto che il nostro ministro degli
                    Esteri Sonnino, il 6 novembre 1918, chiedeva spiegazioni in merito all’ambasciatore
                    a Londra, Guglielmo Imperiali, ottenendo una prima indicazione lo stesso giorno.
                    Ma il testo integrale del documento gli veniva spedito solo successivamente, con
                    la precisazione che non esisteva una convenzione supplementare esplicativa delle
                    clausole militari e che il testo ufficiale dell’armistizio non era ancora stato stampato.
                    Le reazioni di Parigi furono di profonda irritazione, anche perché l’ammiraglio
                    Calthorpe si era espressamente rifiutato di permettere al rappresentante francese
                    di salire a bordo per partecipare alle trattative. Presto cominciarono quindi gli scon-
                    tri fra gli alleati per la divisione delle spoglie dell’Impero ottomano. 5




              4  Ministero degli Affari Esteri, Commissione per la Pubblicazione dei Documenti Diplomatici,
                 I Documenti Diplomatici Italiani (d’ora in poi DDI). Quinta serie, vol. XI. Istituto Poligrafico e
                 Zecca dello Stato, Libreria Dello Stato, Roma 1986, doc. 694. Sonnino agli ambasciatori a
                 Londra e a Parigi. Presto Sonnino apprese che sì, Parigi era del tutto concorde con Londra.
              5  MENONI, R., La politica estera italiana fra le due guerre: 1918-1940. Volume I: Dalla fine della
                 Grande Guerra ai trattati di Locarno (1918-1925). Pacini, Ospedaletto-Pisa 2019, p. 215-216.
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