Page 352 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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350 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
tema), accordo con cui la vaga assicurazione di due anni prima di una «equa parte»
nel Mediterraneo orientale era stata assai meglio precisata, oltretutto in termini
che Sonnino aveva correttamente giudicato soddisfacenti, soprattutto per la pro-
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messa di una posizione dominante su Smirne. La denuncia da parte britannica
fu comunicata da Balfour all’ambasciatore Imperiali il 17 ottobre 1918. Il pretesto
fu il mancato consenso russo. 3
Sonnino aveva tutti i difetti di questo mondo, ma era una persona perbene, il
cui motto era aliis licebit, tibi non licet. E la sua reazione è esattamente quella di una
persona perbene di fronte alla sfrontatezza di un imbroglione.
Non posso in alcun modo consentire nella affermazione di Balfour che “l’accordo
di S Giovanni di Moriana in seguito al quale furono stabilite le zone italiane nella
nota carta non ha più tecnicamente valore, perché il consenso della Russia, che era
posto come prima condizione per la validità dell’accordo stesso, non è stato otte-
nuto”. Anzitutto osservo che bisogna riferirsi non già all’accordo di San Giovanni
di Moriana, ma all’accordo del 18 agosto 1917, il quale, come è detto nel pream-
bolo, “riproduce il risultato delle conversazioni che hanno avuto luogo a S. Gio-
vanni e nelle conferenze ulteriori”. Come V. E. ricorda, fu ampiamente discussa a
Londra nell’agosto 1917 la questione del consenso russo. La riserva del consenso
russo venne inserita perché esisteva allora in Russia un Governo, per quanto in-
stabile, e si temeva che non menzionandolo nell’accordo ne potessero derivare
conseguenze circa il suo atteggiamento nella guerra. Era quindi una considerazione
di opportunità attinente a ragioni estranee alla sostanza stessa dell’accordo. Se la
Russia non ha dato il suo consenso, ciò è avvenuto per effetto della sua defezione
e della sua dissoluzione e sarebbe ingiusto e inammissibile che da questa circo-
stanza debbano soffrire cosi grave nocumento gli interessi dell’Italia. In linea di
stretta giustizia e in linea di equità la defezione della Russia non può in alcun modo
sciogliere Inghilterra e Francia degli impegni formali contratti con l’Italia. Si deve
inoltre por mente che l’accordo dell’agosto 1917 non riguarda solamente gli inte-
2 Testo degli articoli 8-12 del Patto di Londra del 16 aprile 1915 (quelli relativi allo scacchiere
orientale) e dell’accordo di San Giovanni di Moriana del 20 aprile 1917 in GIANNINI, A.,
Documenti per la storia della pace orientale (1915-1932). Istituto per l’Oriente, Roma 1933, p. 7 e
12-13. Il testo, peraltro, è pienamente intelligibile soltanto con la cartina acclusa.
3 Il brevissimo preambolo dell’accordo recitava infatti: «Sous réserve de consentement du Gou-
vernement russe». E il nono e ultimo articolo era il seguente: «Il est entendu que le présent
memorandum sera communiqué au Gouvernement russe, pour lui permettre d’exprimer son
opinion». Questi caveat probabilmente nascevano dal desiderio franco-britannico di trescare
con la Russia per modificare a danno dell’Italia l’accordo o perlomeno di tirare la faccenda
per le lunghe. Solo dopo la defezione russa, non certo prevedibile nella primavera del 1917,
furono usati come pretesto per la denuncia di cui sopra.

