Page 358 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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                 Non posso qui riportare per esteso due lunghi rapporti del luglio 1919, giacché
              eccentrici rispetto all’oggetto di questa comunicazione, ma essi evidenziano in
              Carossini una grande lucidità nel comprendere l’importanza del movimento po-
              litico-militare organizzato da Mustafa Kemal e il carattere estremo, da due popoli
              per una sola terra, che già in quel primissimo momento, mentre a Parigi si farne-
              ticava di «occupazioni provvisorie», lo scontro greco-turco aveva assunto. 10
                 Un vero e proprio punto di svolta nelle vicende postarmistiziali che si susse-
              guirono in Turchia fu la Commissione militare d’inchiesta sui fatti di Smirne.
              Questa commissione era stata intensamente sollecitata, tra gli altri, dalle autorità
              militari italiane in Turchia, le quali – più esattamente – avevano proposto (e avreb-
              bero continuato a proporre) che l’indagine fosse estesa a tutte le zone occupate
              dai greci e che si traducesse in un giudizio sulla sostenibilità di una presenza po-
              litico-militare ellenica nella regione. La delegazione italiana a Parigi non osò chie-
              dere tanto. L’istituzione stessa della Commissione restava purtuttavia uno scacco
              per Venizelos e un motivo di soddisfazione per i turchi. Sempre volubile sulle
              questioni riguardanti la Turchia, sulla faccenda della Commissione Clemenceau
              fece per una volta fronte unico con Tittoni. Non più amica dell’Italia di quanto
              lo fosse la Gran Bretagna, la Francia aveva tuttavia qualche buon motivo per op-
              porsi all’escalation bellica che si stava profilando: in nome della protezione e del
              ritorno degli armeni in Cilicia, era la potenza che aveva la maggiore presenza mi-
              litare in Anatolia. Il 7 agosto il Ministro degli Esteri italiano scrisse a Nitti: «Cle-


                 Capo di Stato Maggiore della Marina (UCSMM), prot. n. 1324 del 16 giugno 1919, oggetto:
                 Protesta del Ministro Venizelos circa crociera NIEVO; cfr. tel. da Costantinopoli prot. n. 194 del
                 contrammiraglio a Salazar allo SMM; busta 3193, rapporto prot. n.18 del 12 giugno 1919
                 (Cacciatorpediniere Nievo, Smirne) del capitano Ponza di San Martino al Comando Superiore
                 Navale.
              10  Ambedue nel già menzionato f. della busta 1406; il primo, dell’11 luglio, da Smirne (prot. n.
                 4/21 Ufficio Controlli Militari a Smirne), come inviato direttamente da Carossini; il secondo
                 come trasmesso il 21 luglio 1919, sempre da Smirne (prot. n. 245 Il capitano di vascello in
                 missione a Smirne) dal capitano di vascello Carlo Grenet al Ministero della Marina (MM), Uf-
                 ficio del Capo di Stato Maggiore della Marina (UCSMM). Prima di questo inoltro, Grenet
                 scriveva: «La censura locale impedisce la pubblicazione di articoli offensivi verso l’Italia e gli
                 Italiani. I greci [minuscolo] fanno giungere e circolare a Smirne i periodici di Atene sui quali
                 vengono pubblicate le più spudorate calunnie sull’azione del nostro paese; il che mi fa sup-
                 porre che colà non esista una censura preventiva». Carossini qui risulta maggiore, ma in un
                 opuscolo sull’opera dei Reali Carabinieri in Turchia lo vediamo promosso a colonnello
                 (http://www.difesa.it/InformazioniDellaDifesa/periodico/IlPeriodico_AnniPrecedenti/Do-
                 cuments/I_Carabinieri_in_Turchia_1919_-_192_536Pace.pdf).
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