Page 360 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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358 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
un condominio italo-americano sull’Anatolia. Nitti sperava invece che anche fran-
cesi e britannici, alla resa dei conti, si sarebbero opposti al mandato americano.
A fine agosto, mentre Tittoni esprimeva ancora la propria irritazione per i diktat
di Wilson sulla Turchia e sull’Adriatico, il regio commissariato all’emigrazione
chiese alla nostra delegazione di adoperarsi affinché gli americani, ottenuto il
mandato, utilizzassero preferibilmente manodopera italiana. 13
In questo clima a dir poco confuso, il premier britannico Lloyd George non
mancò talvolta di dire che un mandato italiano su un parte dell’Anatolia avrebbe
posto fine all’emigrazione italiana in America e che l’operosità di greci e italiani,
sotto la tutela britannica, avrebbe reso fiorente quella regione. I giornali italiani
di tanto intanto incoraggiavano queste speranze: Il Messaggero del 26 novembre,
per esempio, faceva sapere in prima pagina che la buona fama dei lavoratori ita-
14
liani si stava diffondendo in Anatolia. Ma da parte britannica si trattava davvero
di pura scena.
13 Cfr. AN, f. 147, tel. 2460 e 2466 Costantinopoli, 2 e 3 agosto 1919, Lodi Fé (funzionario del-
l’ambasciata) alla Delegazione Italiana alla Conferenza di pace; f. 148, tel. 1132 Parigi, 8 agosto, Tit-
toni a Costantinopoli – (notificato alle altre principali ambasciate con AN, f. 148, 1146 – 10
agosto); f. 63/2, tel. 4328 Parigi e 4340 Roma, 6 agosto Tittoni a Nitti e risposta; f. 98/1, 4373,
8 agosto, Nitti a Tittoni; f. 98/1, tel. 5264 Parigi, 12 agosto, Tittoni a Nitti; f. 63/2, tel. 4671 Pa-
rigi, 31 agosto, Tittoni a Nitti; f. 98/3, 4730 e annessi, Nitti a Tittoni, 3 settembre, con allegata
richiesta del commissariato all’emigrazione.
14 Cfr. HOWARD, H. N., The partition of Turkey. A diplomatic history 1919-1923. Fertig, New York,
p.223; NORTHEDGE F. S., The troubled giant. Britain among the great powers, 1916-1939. Bell &
sons, London 1966, p. 143; CUMMING, H. H., Franco-british rivalry in the post-war Near East:
the decline offrench influence. Oxford University Press, London-New York-Toronto, p. 178: tutti
autori anglosassoni, che danno credito alla tesi che Lloyd George desiderasse un mandato
degli USA su almeno una parte della Turchia. E SACHAR, H. M., The emergence of the Middle
East 1914-1924. Penguin press, London 1970, p. 294, pensa che una delle maggiori cause del
ritardo nella definizione della pace turca fu la continua indecisione americana. Anche secondo
ANDERSON, M. S., The eastern question 1774-1923. A study in international relations. MacMillan,
London 1966, p. 361, si perse molto tempo soprattutto per la vana speranza dell’assunzione
da parte americana di un mandato. In effetti il 12 luglio Tittoni disse a Malagodi, il direttore
della Tribuna, che per quanto riguardava l’Asia Minore era necessario attendere le decisioni
statunitensi: cfr. MALAGODI, O., Conversazioni della guerra, in VIGEZZI, B. (a cura di). Vol.
II. Ricciardi, Milano-Napoli, p. 712. BUSCH, B. C., Mudros to Lausanne: Britain’s frontier in West
Asia 1918-23. State University of New York Press, Albany-New York 1976, p. 213, attribuisce
invece la causa delle continue dilazioni al contrasto italo-greco. Un’esauriente e corretta espo-
sizione dei vari progetti di mandato è in EVANS, L. E., U.S. policy and the partition of Turkey
(1914-1924). Hopkins press, Baltimore 1965, p. 165-174.

