Page 365 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919                                  363




              D’Annunzio nell’impresa fiumana



              di Ada FICHERA   1



                  ul Vate a Fiume, sono stati scritti numerosi
              Slibri, sono state formulate molte tesi inter-
              pretative, sono state date letture approfondite
              da illustri studiosi e storici. Dunque, dovendo
              tratteggiare un profilo di Gabriele d’Annunzio
              nella nota impresa del 1919, un’ulteriore analisi
              può essere utile per ricostruire il personaggio
              secondo una prospettiva “altra” e più ampia.
                 Proveremo dunque a percorrere due sentieri
              non poco impervi: il primo è relativo all’impor-
              tanza nella storia italiana ed europea della vi-
              cenda fiumana per il suo spirito e per gli avvenimenti che l’hanno anticipata; il
              secondo, utile per comprendere meglio il “fenomeno d’Annunzio” a Fiume, è
              inerente al ruolo determinante, giocato dall’oratoria del Vate e dalla sua persona-
              lità, nel consolidarsi di un nuovo “mito della patria”.
                 La vicenda di Fiume è innanzitutto figlia di un’epoca in cui la critica alle isti-
              tuzioni dello Stato liberale è sempre più radicale.
                 Essa è il paradigma del Novecento; basti pensare che giungono a Fiume poeti
              e scrittori come Giovanni Comisso, rivoluzionari come Nicola Bombacci e per-
              sino il noto direttore d’orchestra Arturo Toscanini, che si reca lì per dirigere un
              concerto e incontrare l’amico d’Annunzio.
                 La “città contesa” si rivela dunque il luogo dello spirito patriottico, di una vi-
              sione eroica della vita. Si ha coscienza della genialità italiana e si respira una libertà
              impensata.
                 Già prima dell’occupazione di Fiume, l’orizzonte d’attesa per gli eventi a cui
              si va incontro nel 1919 incrementa lo smarrimento delle coscienze successivo alla
              Grande Guerra.
                 D’Annunzio è molto attivo nella propaganda nazionalista, carismatico nel-
              l’opinione pubblica. Come narra lo storico e italianista Fabio Todero, in un suo




              1  Giornalista e scrittrice.
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