Page 369 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919 367
È un vero microcosmo che tutto il mondo osserva, si pensi all’interesse, in
proposito, di Antonio Gramsci e Lenin.
Al centro della sua orazione, troviamo a proposito il tema del fuoco, che egli
usa per rinnovare l’appello agli Arditi.
Infatti, afferma: ‹‹Arditi d’Italia, venire a voi è come entrare nel fuoco, è come
penetrare nella fornace ardente, è come respirare lo spirito della fiamma, senza
scottarsi, senza consumarsi, perché l’ardore-ardire è una parola sola, è una sola
essenza mistica come Roma-amor!››.
La Provvidenza è un altro dei temi dell’ars oratoria dannunziana.
Il Nostro è convinto che “Noi abbiamo obbedito all’ispirazione del Dio vivo
e vigile, ogni miseria e ogni impedimento abbiamo sormontato; vi sono qui con-
fessori e martiri”.
I soldati di Fiume sono per d’Annunzio “compagni per la vita e per la morte”.
Termini come «purezza, bellezza, profanazione e violazione, amore fraterno
e martirio›› sono associati allo splendore mistico della forza che è celebrata dal
sangue versato per la causa “gloriosa”.
Anche la relazione con il proprio uditorio si rivela “mistica”, infatti egli sente
«intorno tutte le anime riardere».
L’uso, diremmo mistificante, della parola si afferma con il d’Annunzio a Fiume.
Egli, penetrando le coscienze, le plasma fino a preparare gli esiti sociali e storici
dell’oratoria successiva.
Senza dubbio, anche nella capacità dell’io dannunziano di plasmare la folla e
di condurre ad imprese rivoluzionarie, risiede la costituzione dell’ideale fiumano
e l’affermarsi di una concezione di Stato e di nazione che oggi, cento anni dopo,
è errato ignorare o minimizzare, pur con tutte le sue ambiguità e i suoi risvolti.
Infatti, a Fiume, la letteratura è impegno civile, sintesi di speranze di un intero
secolo del nostro Paese. Per certi versi quel “laboratorio politico-culturale” è per-
sino antesignano delle manifestazioni future del ’68, certo con le dovute diffe-
renze (i legionari hanno visto la guerra e la morte, dunque l’eroismo della vita; i
sessantottini sono mossi da fervori “radical chic”).
Comisso, con Guido Keller, darà vita poi nella primavera del 1920 alla Yoga,
un’associazione, definita “un’unione di spiriti liberi”, presso la quale la discussione
era aperta a tutti. Si parlava di abolizione del denaro, libero amore, governo, eser-
cito, carceri, urbanistica. Dal movimento, presto si passerà alla rivista che avrà
breve vita, solo quattro numeri, oggi quasi introvabili. Di tutto ciò, ci parla la stu-
diosa Simonetta Bartolini nel suo recente libro «Yoga». Sovversivi e rivoluzionari con
d’Annunzio a Fiume.

