Page 374 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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372          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




                                                   Già la critica contemporanea aveva no-
                                                 tato che alcune figurazioni simboliche, non
                                                 molto significative, erano più adatte alla
                                                 pubblicità di un’acqua minerale, di una so-
                                                 cietà di assicurazioni, più che alla propa-
                                                 ganda di un prestito. 7
                                                   Così la Vittoria alata, che aveva caratte-
                                                 rizzato tante immagini durante gli anni di
                                                 guerra e che compare anche nelle pubbli-
                                                 cazioni in memoria dei caduti, targhe e mo-
                                                 numenti, è ormai una figura banalizzata e
                                                 stereotipata entrata nella consuetudine della
                                                 pubblicità, adoperata anche nelle pagine del
                                                 periodico della borghesia italiana L’illustra-
                                                 zione italiana a reclamizzare, in un’illustra-
                                                 zione  di  Gino  Francioli,  la  bontà  del
                                                                  8
                 Fig. 4: Pubblicità del Cioccolato Bonatti   cioccolato Bonatti (fig. 4). Segno questo
                  apparsa su «L’Illustrazione Italiana»   dell’impatto visivo ed emotivo che le di-
                     n.45 del 9 novembre 1919
                                                 verse  raffigurazioni  diffuse  durante  la
              guerra avevano prodotto sugli stessi illustratori e sul pubblico, banalizzando, stan-
              dardizzando, ma anche rendendo familiare al grande pubblico l’immaginario di
              guerra.




              7  RUBETTI, G., Un’arma per la Vittoria: La pubblicità nei prestiti italiani: Studio critico documentato.
                 Il Risorgimento Grafico, Milano 1918 (Bertieri e Vanzetti), v.2, p.118. Secondo quanto scri-
                 veva, una delle cause era nella volontà che il ministro del Tesoro aveva mostrato affinché i di-
                 versi  istituti  bancari  fossero  raggruppati  in  un  Consorzio  per  la  Propaganda  al  fine  di
                 economizzare la carta. L’accusa era quella di aver «burocratizzato un lavoro che ha la sua ra-
                 gion d’essere nell’emulazione dei singoli e in una vivacità di pensiero personale».
              8  L’utilizzo di questa tipologia di “Vittoria che scrive sullo scudo”, definita “Vittoria tipo Bre-
                 scia” a fini pubblicitari è particolarmente interessante soprattutto se si considera quello che è
                 stato il suo impiego “pubblico” e celebrativo dall’età classica fino alla Prima guerra mondiale
                 e al suo immediato dopoguerra. Ed ecco che essa corona il sacrario militare del Tonale ma
                 appare anche a illustrare la serie di francobolli celebrativi del 3° anniversario della vittoria.
                 Cfr. BONOLDI, L., Nachleben e vittorie postume della Venus Victrix. L’immagine della Victoria in
                 clipeo scribens dopo il (e prima del) ritrovamento dell’esemplare di Brescia (1826), in «La Rivista di En-
                 gramma», 41, maggio-giugno 2005, consultabile all’indirizzo elettronico   http://originale.en-
                 gramma.it/engramma_v4/rivista/saggio/41/041_bonoldi_venus.html.
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