Page 366 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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364          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              scritto dal titolo Il mito della patria nella Fiume di d’Annunzio, il Vate si batte per il
              conseguimento di ampi compensi territoriali per l’Italia nell’Adriatico, come
              Fiume e la Dalmazia.
                 Già alcuni mesi prima dell’impresa, d’Annunzio edifica il mito della Dalmazia,
              dell’Adriatico come “mare nostrum”, dell’italianità di quelle terre, anche attraverso
              l’esaltazione dell’eredità veneziana e i continui richiami alla latinità e alla roma-
              nità.
                 L’occupazione di Fiume, a seguito della negazione della stessa all’Italia in base
              al trattato di Versailles, mette in rilievo un aspetto determinante: se Fiume diviene
              “città libera”, essa stessa diventa l’emblema degli ideali dannunziani, cioè l’anima
              anarchica, socialista, libertaria, antiparlamentare e internazionalista del Vate.
                 A Fiume sono infatti tollerate, dopo l’occupazione e la definizione della Carta
              del Carnaro, le più disparate libertà, a cominciare, ad esempio da quelle sessuali,
              come l’omosessualità.
                 La nota Carta, redatta insieme ad un altro rivoluzionario dell’epoca, sindaca-
              lista, che è Alceste De Ambris, è un documento avanzatissimo, dove la libertà è
              fulcro centrale degli ideali che porta avanti. Il documento prevede infatti libertà
              di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza, assistenza ai
              disoccupati e ai non abbienti, promozione di referendum, risarcimento di danni
              in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio ed altro ancora.
                 Nel panorama internazionale, le invettive del d’Annunzio e i moti rivoluzionari
              del suo animo sono attualissimi se guardiamo la situazione geopolitica mondiale
              ed europea dei giorni nostri.
                 La portata rivoluzionaria, libertaria, antipolitica e, diremmo, “contro-culturale”
              per l’epoca è un “unicum”, non solo per l’Italia, ma per l’Europa.
                 L’esaltazione del principio di uguaglianza tra nazioni grandi e piccole, insieme
              al diritto di indipendenza, alla dignità degli individui e dei popoli, non ha eguali
              nella nostra storia.
                 Lo spirito di rivolta di Fiume si evince ad esempio dal rapporto che c’è tra i
              legionari e gli Stati Maggiori. Si pensi che Mario Carli, uno dei maggiori Arditi
              che ha il rapporto più stretto con d’Annunzio, scrive che vanno sciolte le Forze
              Armate ...
                 Il fiumanesimo diventerà un laboratorio artistico, economico, sociale, un’ideo-
              logia politica, un nuovo approccio alle relazioni internazionali.
                 In questo scenario, d’Annunzio è un valorizzatore dell’eroismo. Se nella sua
              attività letteraria ha cercato di plasmare l’eroe, egli lo ha fatto in linea con il suo
              spirito più intimo e forte, ossia pieno di un entusiasmo dionisiaco che lo caratte-
              rizza per tutta la sua vita.
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