Page 359 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919                                  357




              menceau ci ha in ultimo dato lettura di un telegramma da Costantinopoli mani-
              festante la buona impressione prodotta in Turchia dalla notizia della delimitazione
              della zona d’occupazione italo-greca e dell’invio della commissione d’inchiesta a
              Smirne». 11
                 Venizelos si volse a una condotta ostruzionistica; innanzitutto, chiese che della
              Commissione facesse parte anche un delegato greco. Tittoni e Clemenceau si op-
              posero, cosicché la richiesta fu respinta. Al delegato greco – come poi a quello
              turco – venne concesso, prima di seguire i lavori come osservatore, poi – su pres-
              sione di Tittoni – solamente di prendere visione dei verbali. Alle insistenze elle-
              niche, la delegazione italiana obiettò con successo che l’accoglimento di una
              qualunque richiesta greca avrebbe imposto di prendere in considerazione un’ana-
              loga richiesta turca, il che avrebbe causato nuove interminabili controversie. 12
                 Tittoni si adoperò affinché l’inchiesta si avviasse e si concludesse il più presto
              possibile. In parte, presumibilmente, egli voleva riequilibrare presso i turchi l’ef-
              fetto dell’accordo italo-greco; ma soprattutto, mi pare di poter affermare, mirava
              a tener quanto più possibile lontani dalla Turchia gli USA. Wilson non aveva af-
              fatto deposto la sua intransigenza sulla questione adriatica ed era il capo di Stato
              con cui la nuova delegazione italiana aveva perlomeno ristabilito uno spirito di
              almeno apparente collaborazione. Gli USA apparivano la potenza più accreditata
              per l’assegnazione di un mandato su tutta la Turchia, e in quel momento Wilson
              sembrava seriamente intenzionato a ottenerlo. Per Tittoni, dunque, fu buona cosa
              che la Commissione non attendesse, per iniziare i lavori, l’arrivo del delegato ame-
              ricano. Gli USA, del resto, non erano mai entrati in guerra contro l’Impero otto-
              mano e non avevano in nessun modo partecipato all’occupazione di Smirne, per
              cui l’esclusione era formalmente lecita. E poiché l’Italia non era abbastanza po-
              tente per aspirare a un mandato unico, Tittoni prefigurò, non sappiamo con
              quanta convinzione, un mandato internazionale per la zona di Costantinopoli e


              11  Cfr. AN, f. 148, tel. 866 Parigi, 9 luglio 1919, De Martino a Tittoni; AN, f. 98/1, tel. 969 Parigi,
                 18 luglio, Tittoni a Nitti; tel. 4140, 18 luglio, Nitti a Tittoni; f. 98/1, tel. 5151 Parigi, 7 agosto,
                 Tittoni a Nitti.
              12  Cfr. Documents on British Foreign Policy (d’ora in poi DBFP). Vol. I, p.165, 21 luglio 1919; p.188,
                 25 luglio; p. 343, 6 agosto; p. 413-414, 14 agosto; p. 446, 20 agosto; p.837-838; Archivio Nitti,
                 f. 98/1, tel. 992 Parigi, 22 luglio, Tittoni a Nitti; tel. 5373 Parigi, 15 agosto, Tittoni a Nitti; tel.
                 5540 Parigi, 21 agosto, Tittoni a Nitti; f. 148, tel. 1131 Roma, 7 agosto, Tittoni a Maissa; Foreign
                 Office, f. 70100, tel. 120083, 22 agosto, il funzionario Webb alla delegazione britannica a Pa-
                 rigi.
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