Page 344 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              dal Consiglio nazionale, che dopo esser rientrato in possesso dei poteri ammini-
              strativi invia il presidente Grossich a Roma, il 27 maggio, per trovare un accordo
              con Nitti: Roma aveva d’altronde già riavviato le trattative con Belgrado ad aprile,
              mentre a giugno la rinuncia di qualsivoglia rivendicazione ungherese su Fiume –
              con la firma del trattato di Trianon – e l’uscita di scena di Nitti per la crisi in Al-
              bania – rivoltatasi contro l’occupazione italiana di Valona – riportava per la quinta
              volta il governo nelle mani di Giovanni Giolitti. D’Annunzio e De Ambris, in
              primavera dissuasi dalle frange più conservatrici, militari e monarchiche del re-
              gime a proclamare una repubblica fiumana democratica su principi sindacalisti-
              corporativi, rilanciano l’iniziativa in piena estate: il 12 agosto, mentre viene
              costituito il fascio di combattimento fiumano, viene proclamato lo Stato libero
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              del Carnaro. Nel pieno della dialettica sulla cornice istituzionale e giuridica dello
              Stato, se scegliere la forma monarchica (conforme al Regno d’Italia) o quella re-
              pubblicana (fortemente voluta dalle frange rivoluzionarie e radicali), il 31 al Teatro
              Fenice viene presentata la Carta del Carnaro (e annunciato un nuovo ordinamento
              militare) e una settimana dopo viene proclamata la “Reggenza italiana”: questa
              carta costituzionale (configurante nel testo di De Ambris uno Stato repubblicano,
              indipendente, fondato sulle categorie produttive e sulle corporazioni, sulle auto-
              nomie della tradizione municipale italiana e sulle istituzioni repubblicane degli
              antichi Stati come Venezia) viene raffinata e perfezionata da d’Annunzio nella
              soluzione istituzionale della “reggenza”, capace di mantenere aperta la possibilità
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              di una riunificazione all’Italia. A latere del documento statutario viene elaborato,
              per poter essere pubblicato solo in autunno, un Nuovo Ordinamento dell’Esercito Li-
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              beratore annunciato al Teatro Fenice. Questi documenti – la Carta e l’Ordina-

                 in «Nuova Storia Contemporanea», nov.-dic. 2002, n. 6.
              35  Cfr. ERCOLANI, A., La fondazione del fascio di combattimento a Fiume tra Mussolini e D’Annunzio.
                 Bonacci, Roma 1996.
              36  Cfr. RICOTTI, C., La Carta del Carnaro. Dannunziana massonica autonomista. Fefè, Roma 2015;
                 SERVENTI LONGHI, E., Alceste De Ambris. L’utopia concreta di un rivoluzionario sindacalista.
                 FrancoAngeli, Milano 2011. Cfr., per la bozza deambrisiana e la versione definitiva dannun-
                 ziana: http://www.dircost.unito.it/cs/docs/carnaro1920.htm (ultimo accesso: 31/12/2019);
                 DE FELICE, R., La Carta del Carnaro nei testi di Alceste De Ambris e Gabriele d’Annunzio. Il Mu-
                 lino, Bologna 1973.
              37  Cfr. il testo in (nonostante il titolo fuorviante) La Carta del Carnaro. De Luca, Roma 2001;
                 D’ANNUNZIO, G., Il Nuovo Ordinamento dell’Esercito Liberatore, in DE FELICE, R. (a cura
                 di), La penultima ventura. Scritti e discorsi fiumani. Luni, Milano 2019.
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