Page 339 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              337




              croati e di circa 1/10 di ungheresi), i peacemakers propendono per una soluzione
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              avversa all’annessione all’Italia. È così che fin dalla primavera del ’19, mentre
              da Parigi l’Italia ritira temporaneamente la sua delegazione in polemica con l’at-
              teggiamento “ostativo” di fronte alle rivendicazioni di Roma sull’Adriatico orien-
              tale da parte degli Alleati (e in particolar modo degli Stati Uniti, che sottolineano
              così la propria estraneità dal Patto di Londra), a Fiume varie associazioni cittadine
              tentano di organizzare l’arrivo di volontari italiani, il partito nazionalista guidato
              da Giovanni Host-Venturi si mobilita per un’azione insurrezionale e chiama i sol-
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              dati alla formazione di una “legione” fiumana: attraverso le crescenti tensioni
              tra nazionalisti (per l’annessione all’Italia) e gli autonomisti (sostenuti dagli Alleati),
              la situazione della città culmina negli incidenti dell’estate del 1919, tra il 29 giugno
              e il 6 luglio, tra soldati francesi e militanti nazionalisti fiumani sostenuti da soldati
              italiani (i cosiddetti “vespri fiumani”) e nel ritiro dei reparti italiani da Fiume, il
              25 agosto. La drammatica uscita dei granatieri di Sardegna dalla città (quasi im-
              pediti fisicamente dalla popolazione, tra manifestazioni di devozione e dispera-
              zione per i rischi che la mancanza di una presenza militare italiana avrebbe
              comportato per la comunità italiana) li spinge ad arrestarsi a Ronchi, mentre la
              fiammata nazionalista che anima Fiume accende l’intera Italia e induce non pochi
              militari – anche smobilitati – a invocare l’intervento. In questo contesto il 31 ago-
              sto un gruppo di ufficiali italiani presenti a Ronchi giura fedeltà alla “sacra causa”
              con l’obiettivo di realizzare una completa e incondizionata annessione di Fiume
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              all’Italia: “O Fiume o morte!”. Risponde a questo appello Gabriele d’Annunzio,
              il “Vate”, poeta e soldato eroe della Grande Guerra già protagonista della beffa
              di Buccari e del volo su Vienna (febbraio e agosto 1918), che il 6 settembre an-
              nuncia la “necessaria azione” da Ronchi con i migliori Arditi e veterani da Fiume. 16
              Il giorno 10 a Saint Germain-en-Laye l’Austria firma con le potenze vincitrici il
              trattato di pace: dopo due giorni d’Annunzio, ancora febbricitante, si muove al-


              13  Cfr. la carta geografica in: AUSSME (Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito), fondo
                 E8, f. 268, Commissione Interalleata d’armistizio. Si ringrazia sinceramente il Capo Ufficio Storico
                 dell’Esercito, l’archivista dott. Alessandro Gionfrida e tutto il personale dell’Archivio per il
                 supporto sempre fornito alle ricerche scientifiche.
              14  Cfr. HOST-VENTURI, G., L’impresa fiumana. G. Volpe, Roma 1976.
              15  Cfr. SUSMEL, E., La marcia di Ronchi. Hoepli, Milano 1941.

              16  All’interno di una vasta bibliografia Su Gabriele d’Annunzio nell’impresa di Fiume, cfr. DE
                 FELICE, R., D’Annunzio politico, 1918-1938. Laterza, Roma-Bari 1978; GUERRI, G. B., Di-
                 sobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione: Fiume 1919-1920. Mondadori, Milano 2019.
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