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332          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              luglio 1919 il ministro degli Esteri Tittoni riteneva che la Regia Marina non po-
              tesse partecipare a operazioni contro i bolscevichi nel Mar Nero a causa del ri-
              schio di ripercussioni negative presso l’opinione pubblica in patria. 44
                 Si iniziò quindi a parlare con una certa insistenza del possibile invio di truppe
              italiane nel Caucaso. Nel mese di giugno fu proposto l’invio di una parte consi-
                           a
              stente della 35 Divisione – al tempo schierata nei Balcani – e furono emanate le
              prime disposizioni. L’invio di truppe italiane trovò diversi sostenitori nel Go-
              verno, andando tra l’altro incontro al desiderio britannico di ritirare le proprie
              forze dalla regione. Una missione militare italiana in Transcaucasia fu quindi in-
                                                                                 45
              viata nel Caucaso per preparare il terreno all’invio del Corpo di spedizione. Que-
              ste decisioni ebbero ripercussioni anche sulle attività della Regia Marina, che si
              preparò ad allestire una base a Batumi, sulla costa georgiana. La presenza delle
              navi italiane nel Mar Nero – che proseguì fino alla fine del 1920 – serviva dunque
              anche ad affermare l’interesse italiano verso il Caucaso meridionale. Il rinvio a
              tempo indeterminato della spedizione in Transcaucasia avrebbe però posto fine
              a qualsiasi ipotesi di penetrazione nella regione. Alla fine, come noto, l’operazione
              nel Caucaso infatti saltò. Le conseguenze della guerra civile russa avrebbero fatto
              sentire il proprio peso anche sulla sorte delle repubbliche caucasiche, portando
              nuovamente la potenza russa – questa volta nella forma sovietica – a dominare
              la regione.


              Conclusioni

                 In conclusione è forse il caso di chiederci quale sia stato il valore politico del-
              l’intervento italiano in Russia. Cosa poteva ottenere Roma da un simile impegno
              non è infatti una domanda secondaria. Come è facile immaginare l’Italia agiva nel
              quadro di un’alleanza di cui voleva dimostrare di essere parte attiva. L’azione in
              Russia – prima della Rivoluzione, così come in seguito a essa – rientra perfetta-
              mente in questa dinamica. Se in termini di numeri gli interventi citati nelle pagine
              precedenti non furono certo determinanti per lo sviluppo complessivo degli
              eventi, essi rappresentano tuttavia un contributo degno di nota alla politica degli



              44  DDI op. cit.. Sesta serie, vol. IV. La Libreria dello Stato, Roma 2017, doc. 71.
              45  Sulla missione in Transcaucasia cfr. Estratto della relazione generale. Missione italiana in Transcaucasia.
                 Modiano & C., Milano 1920; POMMIER VINCELLI, D., CARTENY, A., La Repubblica de-
                 mocratica dell’Azerbaigian: i documenti militari italiani (1919-1920). Nuova cultura, Roma 2012;
                 POMMIER VINCELLI, D., CARTENY A. (a cura di), L’Azerbaigian nei documenti diplomatici
                 italiani (1919-1920). Nuova cultura, Roma 2013.
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