Page 333 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              331




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              ne impadronissero. La situazione non faceva che peggiorare, mentre nel frat-
              tempo giungeva a Odessa anche l’esploratore Poerio, che andò quindi ad aggiun-
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              gersi alle RR.NN. Roma e Pepe. Quando le forze bolsceviche raggiunsero i
              sobborghi della città venne dato l’ordine di evacuazione. I mercantili italiani la-
              sciarono il porto nel primo pomeriggio del 7 aprile, mentre le unità militari vi ri-
              masero  fino  a  quando  l’ammiraglio  francese  Amet  richiese  alla  Roma di
              raggiungere la Crimea, dove la situazione andava aggravandosi in seguito all’avan-
              zata delle forze bolsceviche, mentre il R.E. Poerio veniva impiegato nelle opera-
              zioni di evacuazione dall’area compresa tra Odessa, Jalta, Theodosia e Sebastopoli.
              L’evacuazione di Odessa fu un evento di notevole importanza e dalle gravi con-
              seguenze politiche, ma non pose fine all’emergenza. 41
                 A partire dal 26 aprile la Roma si unì a britannici e francesi a Sebastopoli. Qui,
              sotto il comando diretto dell’ammiraglio Calthorpe, si provvide a rendere inuti-
              lizzabili le artiglierie delle fortificazioni della base navale e a mettere fuori uso il
              naviglio militare presente nel porto. Due cacciatorpediniere e due sommergibili
              russi, ancora in buone condizioni, furono invece inviati a Novorossirsk e messi
              a disposizione delle forze bianche del generale Denikin, mentre un incrociatore
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              fu inviato verso la penisola di Kerč’. Nei giorni successivi la Roma fu impegnata
              soprattutto nella raccolta dei profughi, poi trasferiti a Tuapse dove tuttavia, no-
              nostante le rassicurazioni di Denikin, nulla era stato predisposto per accoglierli,
              costringendo quindi il comandante della Roma a fare rotta su Novorossisk.
                 Gli obbiettivi politici dell’Italia nella regione includevano anche il Caucaso me-
              ridionale, dove sembravano aprirsi interessanti prospettive di penetrazione politica
              ed economica. L’importanza della presenza italiana nel Mar Nero andò dunque
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              aumentando nel corso dei mesi successivi. Tuttavia, va anche ricordato che nel

              39  AUSMM, fondo base, busta 1418/1, R.N. Roma al Comando della 2 Divisione della Squadra da
                                                                    a
                 battaglia, n. prot. 1042, Evacuazione di Odessa, Costantinopoli, 12 aprile 1919 (Riservatis-
                 simo).
              40  DDI op. cit.. Sesta serie, vol. III. La Libreria dello Stato, Roma 2007, doc. 137 e nota 2 (doc.
                 137).
              41  Come il 15 aprile scrisse Sforza a Sonnino, l’operazione si era compiuta nel più completo di-
                 sordine e aveva suscitato non pochi screzi tra gli Alleati. Ivi, doc. 200.
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              42  AUSMM, fondo base, busta 1418, Comando 2 Divisione Squadra da battaglia, n. prot. 1319,
                 Missione della R.N. Roma a Sebastopoli e Batumi, Costantinopoli, 18 maggio 1919 (Riservatissimo).
              43  Si ipotizzava ad esempio l’acquisizione di ampie riserve di nafta presenti nei depositi di Baku
                 e Batumi.
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