Page 328 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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326          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              Gli italiani in Estremo Oriente

                 Mentre truppe italiane si trovavano in Murmania, altri reparti italiani furono
              attivi nella regione di Vladivostok dove combatterono insieme a contingenti alleati
              per mantenere attiva la transiberiana – anche attraverso la Manciuria – a sostegno
              delle linee di rifornimento delle forze bianche. L’impegno nell’Estremo Oriente
              russo fu infatti un tassello non secondario delle operazioni alleate in territorio
              russo nelle prime fasi della guerra civile. 25
                 Il contingente italiano destinato in Manciuria, comandato dal colonnello Fos-
              sini Camosci, era costituito da un battaglione di fanteria, una sezione di carabinieri
              e una sezione di artiglieria da montagna. Questo contingente giunse a Vladivostok
              il 17 ottobre 1918, per essere poi inquadrato nella divisione cecoslovacca. A par-
              tire dalla primavera successiva gli italiani presero parte a diverse azioni. Il 17 mag-
              gio 1919 gli italiani si scontrarono infatti con sei reggimenti di fanteria bolscevica
              e occuparono la località di Rubenskey; il 1º giugno parteciparono ai combatti-
              menti intorno a Alexejevska e alla difesa della testa di ponte sul fiume Leiba. Fino
              alla fine di giugno combatterono contro i bolscevichi presso Irkutsk, Harbin e
              Vladivostok.
                 L’azione italiana in Siberia orientale e Manciuria fu senza dubbio un episodio
              marginale ma non per questo da sottovalutare. Diversi furono infatti i contingenti
              italiani impegnati in quello scacchiere, seppur tutti composti da forze tutto som-
              mato limitate. Un episodio che merita di essere ricordato è legato alla Brigata Sa-
              voia, organizzata da Andrea Compatangelo – un commerciante italiano residente
              in Russia – e composta da italiani residenti nel Paese ed ex prigionieri di guerra.
              Questi uomini combatterono assieme alla legione ceca per raggiungere infine, su
              un treno armato, la Siberia orientale e da lì dirigersi verso la concessione italiana
              di Tianjin.
                 Degno di nota è inoltre il caso della Legione Redenta di Siberia, reparto del
              Regio Esercito organizzato nella concessione italiana di Tianjin, sotto il comando
              del maggiore dei Carabinieri Cosma Manera, composto da ex prigionieri di guerra
              austro-ungarici di origine trentina, friulana e dalmata. Si tratta probabilmente


              25  Per un quadro generale dell’intervento interalleato in Siberia vedi GRAVES, W. S., America’s
                 Siberian Adventure 1918-1920. Peter Smith, New York 1931; WHITE, J. A., The Siberian Inter-
                 vention. Princeton University Press, Princeton 1950; HUMPHREYS, L. A., The Way of  the Heav-
                 enly  Sword:  The  Japanese  Army  in  the  1920s.  Stanford  University  Press,  Stanford  1996;
                 FORMICONI, P., La missione in Siberia. I soldati italiani in Russia 1915-1919. Ufficio Storico
                 Stato Maggiore della Difesa, Roma 2018.
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