Page 323 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione 321
un documento del 16 luglio affermava infatti che la proposta del Comitato inte-
ralleato (due battaglioni italiani con una batteria da montagna e varie unità di sup-
porto) pareva eccessivo. Il Governo era però deciso a dimostrare la sua volontà
di contribuire maggiormente allo sforzo bellico alleato. Molti nel Governo erano
infatti favorevoli all’invio di un contingente altamente rappresentativo, in contra-
sto quindi con lo Stato Maggiore, dal canto suo preoccupato di disperdere forze
su un fronte ritenuto inutile. Il risultato di questa divergenza di vedute fu un com-
promesso e la decisione di inviare in Russia solo un battaglione rinforzato.
Intanto, i tedeschi avevano raggiunto, il 27 agosto, un accordo con i bolscevichi
russi nel quale, tra le altre cose, si affermava che la Russia avrebbe utilizzato tutte
le risorse a sua disposizione per espellere le forze dell’Intesa dal proprio territorio
nel pieno rispetto della propria neutralità, mentre la Germania assicurava che du-
rante queste operazioni non vi sarebbe stato alcun attacco finlandese al territorio
russo. 7
Intanto, fin dal marzo 1918 gli Alleati si erano posti il problema del manteni-
mento dei rapporti con tutte le forze ostili ai bolscevichi. Archángel’sk era stata
considerata un’ottima base d’operazione, con un porto sicuro, sufficientemente
lontano dai centri rivoluzionari. Qui si rifugiarono le legazioni alleate e si pensò
di organizzare un centro capace di attrarre tutti gli elementi antitedeschi e anti-
bolscevichi. Si cominciò dunque a considerare uno sbarco di truppe alleate in
Russia. A tal proposito, il reggente dell’ambasciata italiana in Russia, Pietro Tomasi
della Torretta, per il momento rifugiatosi a Vologda, il 16 marzo riferiva che pro-
prio Archángel’sk potesse essere una migliore sede per le rappresentanze alleate,
dove eventualmente sarebbe stato possibile riorganizzare un governo russo fa-
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vorevole all’Intesa. Il 21 aprile sempre della Torretta riferiva degli incontri inter-
corsi tra rappresentanti militari alleati e russi bianchi dai quali era emersa la
volontà di combattere sia tedeschi che bolscevichi. Fu il generale Romei, addetto
militare e capo della missione militare italiana in Russia, a esporre i punti principali
della possibile strategia per il futuro. Tra essi figurava l’intervento interalleato a
Vladivostok, Murmansk e Archángel’sk; l’organizzazione immediata della guer-
riglia nel Paese e la costituzione di un’armata nazionale; così come il deciso con-
7 WHEELER-BENNET, J. W., Brest-Litovsk: the Forgotten Peace, March 1918. Macmillan & co.,
London 1938, p. 429. Vedi anche VAGNINI, A., Il Corpo di Spedizione Italiano op. cit., p. 557.
8 Documenti Diplomatici Italiani (DDI). Quinta serie, vol. X. La Libreria dello Stato, Roma 1985,
doc. 413.

