Page 319 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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V Sessione - Le missioni di occupazione e interposizione              317




              tante informazioni fornite, vengono riferite notizie circa l’arrivo di navi francesi,
              notizie commerciali, movimenti di ufficiali e varie questioni riguardanti Rodi:

                    Porto di Rodi. Già da qualche tempo in altro rapporto, diretto al locale Governo
                    e inviato in copia a codesto Ministero, ho segnalato la convenienza di procedere
                    ad un’opportuna manutenzione del porto di Rodi, porto delle Galere, il quale du-
                    rante l’occupazione italiana si è molto interrato, si da non permettere l’accesso
                    altro che ai piccoli velieri e alle siluranti, mentre i medi piroscafi, come il Brasso,
                    devono in inverno limitare il loro traffico perché non possono entrarvi.
                    Unità Navali. Le condizioni delle Unità Navali dipendenti, per quanto concerne il
                    materiale possono dirsi soddisfacenti, per quanto occorrerà prevenire la sostitu-
                    zione del Granatore e del Cigno, che com’è noto hanno alla carena dei rappezzi
                    effettuati con mezzi locali. L’unica unità per cui si conferma la necessità di rim-
                    piazzo è il Lido per le gravi condizioni dei fasci tubieri della sua caldaia.
                    Condizioni sanitarie. Le condizioni sanitarie degli equipaggi sono buone essendo
                    quasi scomparsi i pochi malarici che si avevano. A Rodi da varie settimane non si
                    sono più verificati casi di peste, essa però dopo Adalia è comparsa a Scalanova.
                    Stazione invernale. Col prossimo mese di novembre l’ormeggio nel porto esterno
                    di Rodi diverrà sconsigliabile; il Verri dunque si trasferirà sulla costa (Marmarice e
                    Makri) che sono i rifugi più vicini dove le navi possono stare a fuochi spenti e dove
                    le comunicazioni col locale Governo possono essere assicurate. Anche il Cirenaica
                    stazionerà in uno dei porti invernali suddetti, rimarrà soltanto un MAS che si por-
                    terà in caso di cattivo tempo nei piccoli ridossi della regione (Samos, etc.).
                    Naturalmente tutte le unità saranno sempre pronte ad effettuare le missioni che
                    potessero giovare o essere richieste sia dal Comando militare dell’Anatolia sia dal
                    Governo del Dodecaneso. 25


                 L’incertezza sui destini della Turchia pesava però come un macigno, come
              sappiamo, e manteneva il perdurare di quel senso di sfiducia nelle alte sfere e nella
              leadership dei comandi interalleati: «la visita delle truppe straniere suscitava sen-
              timenti poco cordiali tra la popolazione locale, in modo particolare verso i soldati
              coloniali». 26
                 Ma quali erano le condizioni delle altre “marine” impegnate nel quadrante
              orientale?
                 Le navi della Marina da guerra inglese si mostrarono sempre all’altezza delle
              loro tradizioni, si legge in un rapporto inviato al Ministero della Marina dal vice
              ammiraglio Emilio Solari, ben tenute e con gli equipaggi “ben vestiti” non tra-


              25  AUSMM, busta 1517, Caucaso/Egeo, Rapporto generico, n. 09305, Rodi 9 ottobre 1920.
              26  AUSMM, busta 1523, Avvenimenti in Levante, Relazione sulla missione compiuta dalla Squadra nel
                 Levante, n. 110, Napoli 15 gennaio 1920.
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